<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627</id><updated>2011-11-27T17:02:18.299-08:00</updated><category term='Gregorovius'/><category term='Cola di Rienzo'/><category term='Informazioni culturali storiche e turistiche'/><category term='Le origini di  Praeneste'/><category term='Tempio della Fortuna Primigemia'/><category term='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)'/><category term='Sant&apos; Agapito'/><category term='Le sorti'/><category term='Cenni generali su Praeneste'/><category term='Giovanni Pierluigi da Palestrina'/><category term='Personaggi famosi: Annibale'/><category term='Seconda Guerra Mondiale. La distruzione'/><category term='Galleria fotografica'/><category term='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Plinio il Giovane (C. PLINI CAECILI SECUNDI EPISTOLARUM LIBRI IX)'/><category term='Agapito Pinci e la Repubblica Romana'/><category term='quartiere di Palestrina'/><category term='Bibliografia'/><category term='Il significato del nome Praeneste'/><category term='Lo Scacciato'/><category term='Pio Fernandez'/><category term='I Barberini'/><category term='Immagini sopra una cista'/><title type='text'>Praeneste, storia di una città</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://preneste.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-2801603764398372398</id><published>2010-01-22T16:49:00.000-08:00</published><updated>2010-01-22T12:21:38.536-08:00</updated><title type='text'>Benvenuto</title><content type='html'>I contenuti appartengono ai rispettivi autori.  Dove non espressamente citato, i commenti e ricerche sono di Leonardo Baldassarri. Tutti i diritti riservati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ‘ possibile prelevare immagini e materiale per utilizzo non commerciale, previa indicazione dell’autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso avvisatemi… L’autore, con questa ricerca non ottiene nessun personale guadagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nascita ed il mantenimento di questo sito sono dovuti esclusivamente all’amore ed alla passione per la città di Palestrina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi fosse in possesso di documenti, fotografie od altro, in stretta relazione con Palestrina ( esempio fotografie inizi 900, stampe…) è pregato di contattarmi nospamLeonardo@preneste.it (per scrivermi togliere NOSPAM dalla email)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-2801603764398372398?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2801603764398372398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2801603764398372398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/benvenuto.html' title='Benvenuto'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-5005037410430985897</id><published>2010-01-22T12:21:00.000-08:00</published><updated>2010-01-22T12:21:02.821-08:00</updated><title type='text'>Camicie Rosse a Palestrina</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SumvWv1ObEI/AAAAAAAAAaU/FcaQqmN5_3s/s1600-h/camicierosse" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SumvWv1ObEI/AAAAAAAAAaU/FcaQqmN5_3s/s200/camicierosse" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Il giorno 14 novembre 2009 alle ore 18,00 nella Sala della Trifora del Circolo Culturale “R.Simeoni” in via Barberini a Palestrina verrà presentato il volume: &lt;br /&gt;&lt;b&gt;"Camicie Rosse a Palestrina - La Battaglia garibaldina del 9 maggio 1849"&lt;/b&gt; di Albino Lucarelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-5005037410430985897?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5005037410430985897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5005037410430985897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/camicie-rosse-palestrina.html' title='Camicie Rosse a Palestrina'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SumvWv1ObEI/AAAAAAAAAaU/FcaQqmN5_3s/s72-c/camicierosse' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-1343327298969046389</id><published>2009-10-05T16:02:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T17:10:12.506-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='quartiere di Palestrina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo Scacciato'/><title type='text'>Lo Scacciato, quartiere di Palestrina</title><content type='html'>” Ribellatosi nel 1431 contro il nuovo pontefice Eugenio IV, che appoggia gli Orsini e pretende dai Colonna la restituzione di tutti i beni acquisiti negli ultimi decenni ( grandi vantaggi i Colonna li ottennero quando salì al soglio pontificio Oddone Colonna, Martino V). Stefano Colonna compie, aiutato dai suoi parenti, un’incursione su Roma, alla testa di un esercito; deve però subire il pronto contrattacco delle truppe pontificie e di quelle della Regina Giovanna di Napoli. &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I Colonna scendono allora a più miti consigli e nel 1433 accettano una pacificazione effimera, rotta già l’anno seguente con l’occupazione di Roma da parte degli stessi Colonna e dei loro alleati, con conseguente fuga del Papa in Toscana. Ma ben presto il cardinale Giovanni Vitelleschi riesce a spezzare il fronte antipapale della nobiltà romana e con una rapida campagna militare recupera il terreno perduto. Lorenzo Colonna di Palestrina abbandon ala lotta recandosi esule a Terracina e lasciando la città in balìa del Vitelleschi, il quale la fa radere al suolo, senza risparmiare la cattedrale (1437); le reliquie di Sant’Agapito vengono trasferite nella sua sede vescovile di Corneto ( Tarquinia ). Palestrina Guida Storico- Turistica AA.VV. Circ. cult. R. Simeoni - 1994. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Petrini individua nel 1440 ….” è molto probabile che in questo frattempo qualche famiglia cittadina tornasse ad avvicinarsia quelle Terre, donde traeva il sostentamento; tengo per fermo cheall’udire della morte del Vitelleschi, buona parte di esse prendesse questo partito ; ed incominciasse nel corrente anno a pullulare dietro il distrutto Palazzo Baronale, sopra alcune balze, un gruppo di case mal disposte chiamate lo Scacciato, perchè ricovero di un popolo poco fa scacciato. [ ... ] … Prosapia Colonna…vi trovò quel Paesetto, nè altro ebbe a fare che ridurlo a forma di piccola Città con fornirlo porte, torrioncini e mura merlate ( esiste ancora oggi Via dei Merli ), lo che potè eseguirsi in un anno: che crescendo la popolazione fu intrapreso nell’anno appresso a fabbricare detto Borgo e che fu quindi rialzato il recinto delle antiche mura urbane; onde lo Scacciato, ed il Borgo, divennero due contrade della Città, che quindi a poco sulle rovine risorse” P.Petrini Memorie Prenestine 1794. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si può affermare che lo Scacciato è uno dei più antichi e dei più intatti quartieri prenestini. E’ un vero peccato che discutibili opere edilizie ne abbiano alterato l’antico fascino.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-1343327298969046389?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1343327298969046389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1343327298969046389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/lo-scacciato-quartiere-di-palestrina.html' title='Lo Scacciato, quartiere di Palestrina'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6875058766473415400</id><published>2009-10-05T15:39:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:40:33.380-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bibliografia'/><title type='text'>Bibliografia</title><content type='html'>La maggior parte dei libri esistenti su Palestrina sono pubblicazioni edite dal "Circolo culturale prenestino R. Simeoni " - Palestrina, Piazza della Cortina tel. 06.95.38.227, di seguito elencate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Guida storico - turistica di Palestrina, Autori vari&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Memorie prenestine disposte in forma di annali - ristampa anastatica dell'edizione del 1795, P.Petrini &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il convento di San Francesco in Palestrina, Artioli - Patriarca &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il polifilo prenestino e Francesco Colonna, G.G.Schilling &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Francesco Barberini jr e la Stamperia barberiniana di Palestrina, F.Nardelli Petrucci&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Fortuna Primigenia a Palestrina, S.Schilling &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il monumento a Verrio Flacco nel Foro Prenestino, F.Coarelli &lt;/li&gt;&lt;li&gt;A Palestrina con Heinrich Mann, G.G.Schilling V.Perin &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Scoperta e riscoperta di Palestrina, L.Jannattoni&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'Egitto e l'Impero Romano - Iside a Preneste &lt;/li&gt;&lt;li&gt;I monti prenestini, geologia, flora, fauna economia, storia, Autori vari &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Hortatoria del Vescovo Giuseppe Crispino composta n occasione del terremoto del 1703, ristampa anastatica e commento G.Arezzo &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lettera su cista prenestina, di S.Pieralisi, ristampa anastatica dell'edizione romana 1867 &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Visita a Palestrina , M.Graham (trad. E.Perin ) Heinrich e Thomas Mann a Palestrina, atti del convegno internazionali di studi &lt;/li&gt;&lt;li&gt;I Barberini a Palestrina, Autori vari &lt;/li&gt;&lt;li&gt;I Colonna dalla A alla Z, Autori vari Bibliografia Archeologica di Palestrina - Pubblicata in " Miscellanea Greca Romana XX" Roma 1996 - Istituto Italiano per la Storia antica fasc. LIX - di Angelo Pinci &lt;/li&gt;&lt;li&gt;"IL CORO POLIFONICO PRENESTINO "GIOVANNI PIERLUIGI " DIRETTO DA PIO FERNANDEZ "di  Angelo Pinci, autore del libro edito dal Circolo Culturale Prenestino " R.Simeoni" - al Comune di Palestrina e del Dott. Massimo Guerrini&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;i&gt;I libri del Circolo sono in vendita presso i locali di Piazza della Cortina - Palestrina per ulteriori informazioni tel. 06.95.38.227 &lt;/i&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Di importante rilievo per lo studio del tempio della Fortuna Primigenia sono gli studi del 1953 dell'Architetto Fasolo e dell'Archeologo Gullini "Il santuario della Fortuna Primigenia"&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6875058766473415400?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6875058766473415400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6875058766473415400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/bibliografia.html' title='Bibliografia'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-5471467959346747538</id><published>2009-10-05T15:26:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T15:26:57.917-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Plinio il Giovane (C. PLINI CAECILI SECUNDI EPISTOLARUM LIBRI IX)'/><title type='text'>Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Plinio il Giovane (C. PLINI CAECILI SECUNDI EPISTOLARUM LIBRI IX)</title><content type='html'>Verso la fine della lettera VI del libro V delle Lettere ai Familiari di Plinio il Giovane leggiamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“habes causas, cur ego Tuscos meos Tusculanis, Tiburtinis Praenestinisque praeponam. nam super illa, quae rettuli, altius ibi otium et pinguius eoque securius: nulla necessitas togae, nemo accersitor ex proximo; placida omnia et quiescentia, quod ipsum salubritati regionis ut purius caelum, ut aer liquidior accedit.” (edizione Teubner a cura di M. Schuster)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(”Conosci ora la ragione perché io preferisca la mia villa di Toscana a quelle di Tuscolo, Tivoli e Preneste. Giacché oltre a tutte le ragioni sopraddette, la possibilità di riposo è più grande, più completa e senza noie; non necessita di mettersi la toga; nessun seccatore nelle vicinanze; tutto è calma e pace; vi contribuiscono la salubrità della regione, la serenità del cielo e l’aria più pura.”, traduzione di Luigi Rusca)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nota di Luciano Lenaz a questo passo asserisce: “Non si deve intendere che Plinio possedesse delle ville in tutte queste località, come alcuni hanno supposto. Sono &lt;&lt;indicazioni antonomastiche&gt;&gt; (Trisoglio), come in Marziale, X 30, per indicare ville famose come quelle di Cicerone a Tuscolo, presso Frascati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-5471467959346747538?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5471467959346747538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5471467959346747538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/riferimenti-praeneste-nella-letteratura_891.html' title='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Plinio il Giovane (C. PLINI CAECILI SECUNDI EPISTOLARUM LIBRI IX)'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-241950293173506592</id><published>2009-10-05T15:25:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:26:03.804-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)'/><title type='text'>Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)</title><content type='html'>Nel capitolo XIII del libro XVI delle Notti Attiche di Aulo Gellio leggiamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Praenestinos autem refert maximo opere a Tiberio imperatore petisse orasseque, ut ex colonia in municipii statum redigerentur, idque illis Tiberium pro referenda gratia tribuisse, quod in eorum finibus sub ipso oppido ex capitali morbo reualuisset.” (Edizione oxoniense di P. K. Marshall)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(”Egli [Adriano] riferisce anche che i Prenestini chiesero e implorarono con gran fervore dall’imperatore Tiberio che trasformasse da colonia in municipium la loro situazione, e che Tiberio accolse tale richiesta, perché nel loro territorio e nelle vicinanze della stessa città era guarito da una grave malattia.” Traduzione di Luigi Rusca)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-241950293173506592?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/241950293173506592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/241950293173506592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/riferimenti-praeneste-nella-letteratura_05.html' title='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6100373898632286286</id><published>2009-10-05T15:23:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:25:03.561-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)'/><title type='text'>Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)</title><content type='html'>Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel capitolo III del libro XI delle Notti Attiche di Aulo Gellio si legge:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando ab arbitriis negotiisque otium est et motandi corporis gratia aut spatiamur aut uectamur, quaerere nonnumquam aput memet ipsum soleo res eiusmodi paruas quidem minutasque et hominibus non bene eruditis aspernabiles, sed ad ueterum scripta penitus noscenda et ad scientiam linguae Latinae cumprimis necessarias: uelut est, quod forte nuper in Praenestino recessu uespertina ambulatione solus ambulans considerabam, qualis quantaque esset particularum quarundam in oratione latina uarietas.” (Edizione oxoniense a cura di P. K. Marshall)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(”Quando gli affari e le attività giuridiche mi lasciano un po’ di riposo e per esercitare il corpo passeggio o cavalco, ho l’abitudine sovente di meditare fra di me su questioni che possono apparire di poco conto e insignificanti, e che la gente indotta disprezza, ma che sono invece indispensabili per conoscere a fondo gli scritti degli antichi e per lo studio della lingua latina. Così, ad esempio, recentemente, nel ritiro di Preneste, facendo da solo la passeggiata serale, andavo considerando quale e quanto ricca sia, nella lingua latina, la varietà delle particelle.” Traduzione di Luigi Rusca)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6100373898632286286?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6100373898632286286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6100373898632286286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/riferimenti-praeneste-nella-letteratura.html' title='Riferimenti a Praeneste nella letteratura classica: Aulo Gellio (NOCTES ATTICAE)'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-7358648879949843155</id><published>2009-10-05T15:21:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:33:56.592-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pio Fernandez'/><title type='text'>Pio Fernandez</title><content type='html'>IL CORO POLIFONICO PRENESTINO "GIOVANNI PIERLUIGI " DIRETTO DA PIO FERNANDEZ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Si ringrazia per il testo seguente, l'amico Angelo Pinci, autore del libro edito dal Circolo Culturale Prenestino " R.Simeoni" - al Comune di Palestrina e del Dott. Massimo Guerrini &lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pio Fernandez nacque a Palestrina il 10 gennaio 1931. Dopo aver completato gli studi classici, conseguendo il diploma magistrale, compì gli studi musicali presso il Conservatorio di 5. Cecilia in Roma, sotto la guida dei maestri Ferdinandi, Tocchi ed Antonelli. Frequentò, inoltre, l'Istituto Superiore di Scienze dell'Opinione Pubblica presso l'Università Internazionale degli Studi Sociali di Roma. La sua attività musicale a Palestrina iniziò nel 1954, con la direzione del secondo "Corso di orientamento musicale", organizzato dal Direttore Didattico1 della Scuola Elementare "Mameli". I corsi, istituiti dal Provveditorato agli Studi di Roma, erano triennali e prevedevano lezioni di solfeggio e canto corale, al termine dei quali si sosteneva un esame. L'incarico inizialmente fu affidato al maestro Gentile, direttore della banda musicale di Palestrina2, ma l'anno seguente fu conferito al giovane Pio Fernandez. Il corso da lui diretto si concluse il 13 maggio 1955 con un concerto presso l'edificio scolastico ed ottenne un lusinghiero successo. "I cantori diretti dal maestro Pio Femandez - si legge in un articolo - hanno eseguito magistralmente i mottetti del Palestrina riscuotendo vivi applausi dalle Autorità e pubblico presenti". Al concerto erano intervenuti anche il prof. Alberto Ghislanzoni, ispettore generale del Ministero della PP.II., il dr. Renda in rappresentanza del Provveditore di Roma, il delegato provinciale per le scuole popolari, ispettore Marafioti, i quali rimasero favorevolmente colpiti dall'ottima esecuzione dei brani proposti dai coristi. Il Presidente del Comitato Centrale per l'Educazione popolare così scriveva a Pio Fernandez in una lettera del 31 maggio 1955: "L'ispezione effettuata da parte del tecnico 'ninisteriale M0 Prof. Alberto Ghislanzoni insieme col Dr. Renda e col Prof. Talemanca del Provveditorato Studi di Roma, ha accertato la serietà e l'esattezza pedagogica e stilistica con cui Ella ha impiantato e conduce l'educazione al cantare polifonico classico, con un numero rilevante di alunni di ambo i sessi e di varia condizione sociale, e con risultati apprezzabili...". Quel concerto sancì di fatto la nascita del Coro Polifonico Prenestino, un coro che era nella logica delle cose se un cronista così scriveva alla vigilia della manifestazione: "Nell'esprimere il nostro compiacimento, ci auguriamo che a questa prima pubblica manifestazione ne seguano altre e che finalmente ci si indirizzi sulla costituzione di un gruppo corale stabile che onori degnamente il Principe della Musica". Tra i primi coristi ricordiamo Celeste Baroni, Marcella Cesini, Anna Fernandez, Marcella Mattogno, Anna Polucci, Anna Quintucci, Anna Sbenelli, Anna Spadoni, Gino Bonanni, Guido Cianfriglia, Italo Fornari, Augusto e Luigi Polucci, Luigi Puliti, Enrico Rossi, Altomiro Tagliaferro, Fernando Veccia, e Giulio Fernandez, fratello del maestro, che ha partecipato attivamente alla nascita e allo sviluppo del coro anche insegnando solfeggio. Il primo vero e proprio concerto del neocostituito coro fu tenuto 1,8 gennaio 1956, nell'Istituto SS. Bambin Gesù di Palestrina, con un programma che comprendeva musiche di Pierluigi, Orlando di Lasso, Tommaso Vittoria e Viadana. Anche questa volta Fernandez fece centro. "Il giovanissimo maestro Pio Fernandez - scrive un anonimo cronista su Il Messaggero - ha saputo dare al coro l'unità e la compattezza necessaria, ha diretto con la sicurezza di un veterano del podio e con lo slancio della sua gioventù. L'arduo compito che si era imposto lo ha assolto egregiamente, anche se per obiettività dobbiamo suggerire d'incrementare numericamente la classe delle voci bianche". Il 25 novembre dello stesso anno, e nella stessa sede dell'Istituto SS. Bambin Gesù, fu eseguito un concerto in memoria del maestro Lorenzo Perosi, alla presenza del vice presidente del Senato, on. Mario Cingolani. Uno storico locale, 1' avv. Emilio Ferracci, tenne una commemorazione del grande musicista a cui seguì un concerto molto applaudito. "In questa occasione il maestro Fernandez, oltre ad aver ribadito le sue indiscusse doti, ha mostrato come si possa giungere ad una espressione artistica sempre più raffinata e completa, sia pure con pochi mezzi materiali e con una non completa massa corale"5. I pochi mezzi a disposizione con cui hanno sempre dovuto combattere i presidenti del Coro, che si sono succeduti negli anni, èsempre stata una costante, ripetutamente messa in evidenza dagli autori degli articoli. Nella cronaca della manifestazione sopracitata viene apprezzato il merito artistico di tutti i coristi "volenterosi ed instancabili" ed in particolar modo del baritono, Giovanni Ciminelli, il quale "ha cantato con misura e sicurezza, mettendo in bella mostra le notevoli qualità naturali ed interpretative". Viene anche elogiato Enrico Rossi, primo presidente del Coro, "infaticabile animatore ed organizzatore". A Rossi seguirà nella carica Guido Cianfriglia fino al 1966. Nel 1957 il Coro partecipò al primo convegno regionale dei corsi popolari di orientamento musicale organizzato dall'O.R.S.A.M., nel Pontificio Ateneo Antoniano di Roma, classificandosi al primo posto. L'anno seguente, il 28 e 29 giugno, partecipa alla prima "Rassegna di Polifonia Corale e Classica" che si tiene a Palestrina. Al 1959 risalgono le prime "divise". I concerti si susseguono per lo più tra Palestrina e Roma, ma nel 1961 il Coro compie il grande salto della ribalta nazionale partecipando al IX Concorso Polifonico Internazionale di Arezzo, dove si piazza al sesto posto. Anche l'anno seguente partecipa al concorso di Arezzo "imponendosi all'attenzione dei critici presenti nella città toscana per le sue esibizioni, prive di quegli inutili effetti che troppo spesso danno alla musica polifonica una innaturale ed introversa espressione folcloristica: molto apprezzata è stata, anche, l'esecuzione, stilistica-mente ineccepibile per ricchezza di vocalità e fusione di voci"6. 7 "Il m.o Pio Femandez - scrive un cronista de Il Messaggero - ha saputo creare a Palestrina un complesso corale che nel campo della musica polifonica, intesa nel senso strettamente storico della parola, ha pochi concorrenti in Italia". I risultati si vedono perché i concerti del Coro, ormai cresciuto sia numericamente che nella qualità del repertorio, vengono trasmessi dalla televisione italiana e dalla radio vaticana. Vengono incisi anche diversi dischi. Il Coro viene invitato a tenere concerti a Sezze, a Terracina, e a Rieti in occasione della mostra internazionale del presepe francescano, dove, al Teatro Flavio Vespasiano, "il complesso presenterà un programma di eccezionale valore artistico". Dal 24 al 27 ottobre 1962 partecipa alla IX "Super rassegna nazionale di polifonia vocale classica per voci miste" che si svolge a Roma, risultando vincitore e conseguendo così il diritto di rappresentare l'Italia in una rassegna polifonica internazionale, che si terrà a Ginevra l'anno successivo: la "Semaine chantante internationale de Genève". Nel 1963 il Coro stringe un gemellaggio con il "Maastricht Mànnenchoor", un imponente coro di ottanta elementi e, nello stesso anno, inizia le sue tournée all'estero. Ben cinque sono i concerti tenuti a Ginevra da questo "celèbre ensembie chorai italien de la ville de Palestrina" che ha potuto mettere in mostra il suo affiatamento di gruppo, la sua coesione espressiva, le sue qualità tecniche, il suo repertorio scelto con competenza da Pio Fernandez, suscitando entusiastici commenti da parte della stampa elvetica. Il riconoscimento unanime delle qualità artistiche del coro prenestino fecero sì che la "Federation Européenne des jeunes chorales" lo invitasse, unico coro italiano, a "Europa cantat If' che si tenne a Nevers (Francia) dal 31luglio al 9 agosto 1964. Nell'occasione fu tenuto anche un concerto nella Cattedrale di 5 Etiènne di Bourges, alla presenza del cardinal Lefèbvre, arcivescovo di quella città. I pezzi forti del repertorio furono, naturalmente, le composizioni di Giovanni Pierluigi che il coro prenestino interpretò con "tant de vitalité et d'intellingence. Et puis quelle chorale saurait mieux que celle de la ville natale du compositeur rendre le caractère spirituel de son ouvre ?" ~. Nel 1965 il Coro organizza e partecipa, per conto della Federazione Europea delle giovani corali, alla "Settimana musicale internazionale" che si svolge a Palestrina e Roma dal 5 all' li aprile e che vede l'esibizione di cori tedeschi, svizzeri e francesi. "Al maestro Pio Fernandez - scrive un cronista - è toccato l'alto onore di dirigere tutti i cantori partecipanti alla "Settimana" davanti al 5. Padre nell'udienza dell'altro giorno. Il canto del "Laudate Dominum" ha echeggiato nella Basilica Vaticana davanti a migliaia di persone, di varie nazionalità, convenute in 5. Pietro per l'udienza generale"11. Nello stesso anno partecipa alla rassegna "Primavera polifonica romana" e alla "Settimana dei concerti" di Segni. Nel 1966 diventa presidente dell'associazione Italo Fornari. In questo e nei due anni seguenti i concerti fuori Palestrina si susseguono a Civitacastellana, Frascati, Latina, Civitavecchia, Tivoli, Viterbo, Anagni, Valmontone, Velletri, Segni, Genazzano, Castel 5. Pietro Romano, Carpineto Romano, Cesena, Gambettola, Faenza. Nel 1967 il Coro partecipa, anche questa volta unico rappresentante italiano, alla rassegna "Europa canta 1ff' che si svolge a Namur (Belgio) dal 29 luglio al 6 agosto, risultando anche in questa occasione "particulièrment appréciée du public. La chorale, qui termina par un autre extrait de 1 'oeuvre de Fernandez "Laudate Dominum", procura une joie raffinée à 1 'assistance. Celle-ci, con quise, applaudit à tout rompre. Sur les visages, on n 'enregistrait que des sourises. Cela, me direz vous, c'est la magie de l'italie..."12. Il 20 agosto è presente anche alla "III dia internacional de la musica" a Barcellona. Una partecipazione che si ripeterà per molti anni, sarà quella alla "Settimana dei Musei" che ogni anno veniva organizzata dall'Intemational Coi£ncil of Museuni e che a Palestrina non poteva tenersi che nel Museo Nazionale Archeologico Prenestino, nella suggestiva sala del mosaico nilotico. Alla fine degli anni Sessanta inizia anche la collaborazione con il complesso strumentale "Amici della musica", che accompagnerà il coro prenestino in molte esibizioni. Nel 1969 il Coro partecipò al "Primo festival sulle epoche e gli stili della polifonia italiana", organizzato a Roma dall'O.R.S.A.M. Concerti molto apprezzati furono quelli tenuti a Palombara Sabina ("Una serata indimenticabile, perfetti esecutori di un programma di alto livello che solo il celebre Coro polifonico Prenestino poteva portare al successo sotto la direzione di Pio Fernandez"13) e a Tivoli, in occasione del terzo centenario della consacrazione della cattedrale. Nel 1970 a Italo Fornari succede Adriana Floridi, che ricoprirà la carica di presidente fino allo scioglimento del coro. Nel corso dell'assemblea straordinaria dei soci del 10 luglio di quell'anno viene introdotta una modifica molto importante dello Statuto, che consente di poter eseguire non soltanto brani polifonici, ma anche spirituals, canti alpini, canzoni popolari e altro. Nel 1971 il Coro è nuovamente invitato per una tournée all'estero, questa volta in Spagna, dal 27 agosto al 3 settembre. Entusiasti i giudizi della stampa spagnola. "Un concierto notablemente extraordinario", titola Nueva Tarrega il 21 agosto e "Actuaciò del Coro Polifonico Prenestino Giovanni Pierluigi" il quotidiano Igualada del 4 settembre. "También las ovaciones resonaron sin interrupcio'n alftnal de cada una de las interpretaciones de obras de la polifonia clòsica y mode ma14" scrive J. Castella Formiguera, e ancora "Este coro de Penestrina fue fondato en ]953 por don Pio Fernandez con intenciòn de contribuir a la difusion de la musica de todos los tie'upos y particularmente la del Renacùniento Italiano15". Il 1972 inizia con due concerti ad alto livello nella ricorrenza dei venti anni di attività del Coro: uno nell'Istituto Antonelli, l'altro nell'Istituto SS. Bambin Gesù di Palestrina. Il Coro aveva raggiunto ormai la piena maturità ed ogni concerto riceveva il pieno consenso degli ascoltatori. Le parole con cui don Attilio Borzi commentava un concerto di musiche della Passione, tenuto nella cattedrale prenestina 1' li marzo 1978, ne sono la conferma: "Con questa esecuzione il Coro Prenestino non soltanto ha riconfermato la sua bravura, ma ha dato un'ulteriore prova che ogni suo concerto, sotto la direzione del m.o Pio Femandez, origina nell'animo degli ascoltatori il desiderio di nuove audizioni: vere oasi di ristoro e godimento spirituale, le quali riescono a sospendere l'assillo delle nostre vicende quotidiane"20. Anche quell'anno fu ricco di soddisfazioni. Le tournée furono ancora due: in aprile a Parigi, dove furono tenuti tre concerti (Missione Cattolica Italiana, Chiesa di 5. Alberto Magno e Associazione Dante Alighieri) e ad agosto in Spagna (Laredo, Costa Esmeralda, in occasione del Festival "XI Jornadas Musicales", Ramales, Colindres ed Algorta). Dall' 8 al 14 ottobre, per festeggiare i venticinque anni di attività il Coro Polifonico organizzò la rassegna "Incontn musicali corali" che vide la partecipazione anche di due complessi tedeschi e uno friulano. Come al solito la popolazione rispose numerosissima all'appuntamento. "La popolazione di Palestrina, che pure non è nuova a spettacoli simili, e vanta una naturale musicalità favorita anche dalla continua attività del qualificato coro "G. Pierluigi" che, oltre ad offrire pregevoli ricorrenti esecuzioni, svolge naturale opera educativa, ha apprezzato l'iniziativa, prendendo parte numerosissima ed in modo entusiasta ai concerti. Il Coro prenestino è stato impegnato in un programma di musiche palestriniane di grande valore e la cui esecuzione è riservata a pochi, selezionati complessi corali"21. "Venticinque anni non sono passati invano" aveva detto Femandez ai presenti alla manifestazione, e venticinque anni di sapiente lavoro erano serviti per collocare questo gruppo corale nel firmamento polifonico nazionale. Il 1979 era cominciato alla grande, con ben sei concerti nel solo mese di gennaio (tre a Palestrina, uno a Segni e uno a Valmontone); altri quattordici nei successivi quattro mesi (undici a Palestrina, gli altri a Cretone, Genazzano e Castel 5. Pietro Romano). Nel mese di febbraio a Roma, nel Palazzo della Cancelleria Apostolica, Pio Fernandez venne insignito del "Cimento d'oro dell'Arte e della Cultura" - un riconoscimento con cui il Centro Letterario del Lazio premiava annualmente scrittori, poeti, artisti, uomini di cultura che avevano contribuito "all'arricchimento spirituale del patrimonio culturale nazionale" - con la seguente motivazione: "Il Maestro Pio Fernandez, musicista, fondatore e direttore del Coro Polifonico "Giovanni Pier Luigi", che è riuscito con le sue indubbie doti organizzative ed artistiche a scuotere musicalmente la provincia romana, offrendo un determinante contributo alla formazione di una cultura musicale in campo nazionale ed internazionale". Venne realizzato, finalmente, un disco di musiche palestriniane; sarà purtroppo il primo e l'ultimo. Nel mese di luglio il Coro partecipa alla seconda "Rassegna Polifonica Internazionale" organizzata dall'Amministrazione Comunale di Palestrina. La rassegna si svolse dal 19 al 26 luglio e vide la partecipazione dei cori austriaci di Innsbruck e Gòtzens, del Coro Aureliano di Roma e del gruppo americano "America's Youth in Concert", costituito da ben duecentottanta esecutori, di cui centosessanta coristi e centoventi orchestrali, diretti da Robert Vagner. Il Coro di Palestrina si esibì nella Chiesa di 5. Antonio il 24 luglio e fu quello l'ultimo concerto tenuto nella città che lo aveva visto nascere, il cui nome aveva portato in tutta Europa. Subito dopo, l'ultima tournée del maestro Pio Fernandez, in Germania. Il programma prevedeva concerti 1' lì agosto ad Heimbach, nella Chiesa di 5. Clemente, il 12 a Kornelimtìnster, il 13 ad Aachen, nella Cattedrale e il15 ad Essen-Stadtwald, nella chiesa parrocchiale di 5. Teresa. 1113 agosto, però, durante l'esecuzione del Gloria della messa "Veni sponsa Christi" di Giovanni Pierluigi, il maestro fu colpito da un grave malore e, dopo quattro giorni di coma, il 17 agosto, cessò di vivere. Vogliamo riportare interamente l'articolo con cui Luigi Bandiera comunicò ai prenestini la grave perdita artistica. "Colpito da paralisi cerebrale mentre dirigeva un concerto nella cattedrale di Aquisgrana in Germania, dopo quattro giorni di coma profondo, è deceduto in una clinica della città tedesca l'insigne musicista Pio Fernandez. La morte del 48enne maestro prenestino, che da 25 anni dirigeva il coro polifonico Giovanni Pierluigi che lui aveva portato a livelli internazionali, riscuotendo ovunque unanimi consensi, è sopraggiunta questa mattina alle ore 9,00, dopo che tutta la cittadinanza aveva sperato in una evoluzione dell'improvvisa grave malattia e volgesse al meglio. Quando fulminea si è sparsa la notizia della morte del maestro, ai commenti di sincero cordoglio si sono associati quelli di rammarico per la perdita di uno dei piu' illustri cittadini che, con tenacia, temperamento, cultura e grande sensibilità artistica era riuscito ad imporsi all'attenzione dei critici piu' severi e ad un pubblico sempre piu' vasto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-7358648879949843155?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7358648879949843155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7358648879949843155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/pio-fernandez.html' title='Pio Fernandez'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-3073130030326736264</id><published>2009-10-05T15:20:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:06.329-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Agapito Pinci e la Repubblica Romana'/><title type='text'>Agapito Pinci e la Repubblica Romana</title><content type='html'>L'occupazione francese nel Lazio e la creazione della Repubblica Romana non coinvolgono se non superficialmente la popolazione prenestina, oramai avvezza a diffidare di qualsiasi sommovimento politico, i cui oneri e contraccolpi - spesso drammatici -ha dovuto fin troppe volte sopportare nella sua lunga storia. La restaurazione pontificia viene pertanto accolta come un ritorno alla normalità; e verrà di conseguenza recepita come un evento apocalittico la presenza dei garibaldini della seconda Repubblica Romana che nella prima decade del maggio 1849 scelgono Palestrina come quartier generale e centro di resistenza nel quadro delle operazioni di difesa contro l'attacco delle truppe borboniche. La stessa presenza di Garibaldi non scatena i corali entusiasmi manifestatisi in altri contesti. La resistenza antiborbonica sarà comunque vittoriosa; ma la Repubblica ha ormai il destino segnato, ed anche questa breve, intensa esperienza non riesce pertanto a coinvolgere la popolazione, bensì solo alcuni intellettuali come l'avvocato Agapito Pinci, uomo di elevata cultura e di mentalità aperta ed "europea", che nel febbraio '49 troviamo fra gli eletti all'Assemblea Costituente della Repubblica Romana. Anche nel 1867, in occasione della sfortunata impresa di Mentana, solo alcuni Prenestini si schiereranno con Garibaldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guida Storico-Turistica. Circolo Culturale Prenestino " R.Simeoni" testi di Gaetano Arezzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-3073130030326736264?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/3073130030326736264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/3073130030326736264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/agapito-pinci-e-la-repubblica-romana.html' title='Agapito Pinci e la Repubblica Romana'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-2019283008122335361</id><published>2009-10-05T15:19:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:15.748-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gregorovius'/><title type='text'>Gregorovius</title><content type='html'>Gregorovius fu estimatore del territorio prenestino. Leggiamo, di seguito come ne sintetizzò la storia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; " Da qui si raggiunge, dopo alcune miglia, sempre salendo, la località abbastanza grande di Palestrina, l'antica e famosa Preneste dei romani, dove ancora permane per un tratto il selciato poligonale della strada ancora ( vi è ancora n.d.r.). Ora però dobbiamo fermarci un momento perché i miei lettori mi rimproverebbero se io mi limitassi semplicemente al nome di una città così remota e singolare, ma sarò breve. Preneste, che vediamo ergersi davanti a noi - l'odierna Palestrina è composta da un gruppo di case sul pendio di un monte calcareo - era un tempo la dominatrice del Lazio, più antica di Albalonga e di Roma, di questo sono ancora testimoni le due cinta di mura ciclopiche che si sono conservate, sopra la città attuale e che proteggevano un tempo, la cittadella situata sulla cima più alta del Monte Prenestino, in un sito particolarmente protetto e ad un'altezza difficilmente raggiungibile, dove sorgeva anche il castello medioevale La fondazione dell'antica città risale ad un tempo favoloso e viene attribuita al re Ceculo, celebrato da Virgilio ( Eneide, libro VIII,6,7,8) quale capo di una legione nella quale si trovavano anche i popoli dell'Aniene, del paese degli Ernici e della ricca Anagni. Preneste dominò il Lazio in modo assoluto finché venne soggiogata dai romani. Più tardi è più volte menzionata nella storia; Pirro la conquistò e vi si accampò prima di andare a Roma; ancora più importante essa divenne al tempo di Silla, quando Mario il giovane cercò di sottometterla, ma Silla, dopo un difficile assedio, la conquistò e , fatti uccidere tutti i maschi, pose al loro posto i suoi veterani; adornò con grande splendore il Tempio della Fortuna, uno dei più famosi santuari del Lazio, e lo ingrandì tanto, che la città odierna venne eretta sulle fondamenta di quel Tempio. Augusto condusse nuovi colonizzatori a Preneste ed egli, come pure il suo successore Tiberio, abitavano volentieri nella loro villa imperiale per l'aria pura e salutare. Villa Claudia era ancora ai tempi degli ultimi imperatori un luogo prediletto di villeggiatura estiva. La città si mantenne fiorente fino al momento in cui cadde, nel periodo barbarico e cambiò il suo nome in Palestrina. Esiste un atto di donazione dell'anno 970 col quale Palestrina viene concessa da Papa Giovanni XIII alla senatrice Stefania come feudo. La nipote di Stefania, Emilia - Imilia nobilissima comitissa - sposò verso il 1050 il feudatario di Colonna e sembra che suo figlio fosse quel Pietro con il quale cominciò il dominio dei Colonna di Palestrina. E' indubitato che questa famiglia, agli inizi del secolo XII, era diventata potente in quel territorio ed aveva esteso le sue proprietà dai monti Latini fino ai Volsci ed al paese degli Equi e degli Ernici. Perciò che riguarda Palestrina, Bonifacio VIII, nemico accanito dei Colonna, nell'anno 1298 si impadronì con forza della città - oppure i cardinali di questa famiglia, Jacopo e Pietro, gliela cedessero senza aspettare che l'assediasse - , dopo di che il Papa furente ne fece abbattere le mura e le case, ad eccezione della Cattedrale di S. Agapito, e fece spargere sulle rovine del sale e passarvi l'aratro. Palestrina risorse, ma per essere distrutta una seconda volta. Questo accadde nell'anno1436, quando il cardinale Vitelleschi , in guerra coi Colonna, conquistò questa disgraziata città e la rase al suolo senza, questa volta, risparmiare la cattedrale. Due anni più tardi, fu abbattuta la fortezza sulla sommità della montagna . Non menziono altri saccheggi di Palestrina. La città, come la vediamo oggi, non risale oltre la metà del '400; i Colonna continuarono a dominarla come loro principale possesso accanto a Paliano; essi ottennero perfino da Pio V, nell'anno 1571 il titolo di principi di Palestrina, però a causa di debiti, essi vendettero la città nell'anno 1630 a Carlo Barberini, fratello di Urbano VIII per la somma di 775.000 scudi romani. L'ultimo Colonna signore di Palestrina fu Francesco il quale morì nel 1636. La città attuale si erge a forma di terrazza sul pendio della montagna, ha un lugubre aspetto, tranne a strada principale ove sono parecchie case e palazzi. Nella parte più alta si eleva l'odierno palazzo Barberini, splendida costruzione del '600, però completamente abbandonato, a forma di semicerchio che ricorda il progetto dell'antico Tempio della fortuna di Silla. In questo palazzo baronale, fra tante sale spaziose, camere e logge, non vi è nulla degno di considerazione salvo il grande mosaico, simile a quello famoso pompeiano della cosidetta Battaglia d'Alessandro. Questo mosaico rappresenta scene campestri e religiose dell'Egitto, con gruppi di sacerdoti e sacerdotesse, di sacrificanti, guerrieri, pescatori, cacciatori, templi, case campestri ed animali, il tutto eseguito con estrema abilità E' poco probabile che la creazione di quest'opera risalga al tempo di Silla come si è affermato, essa appartiene piuttosto ad epoca posteriore, forse al tempo di Adriano. Quest'opera d'arte fu trovata nell'anno 1638 tra le rovine del Tempio della Fortuna. La famiglia Barberini l'aveva fatta trasportare nel suo palazzo a Roma, poi la restituì a Palestrina, aderendo alle richieste incessanti della città che si sentiva privata del suo prezioso gioiello. Ciò che però distingue Palestrina, più di ogni altra cosa, è la sua posizione elevata ed incomparabile ove soffia una brezza fresca balsamica e dove gli abitanti godono dalle loro finestre la veduta di un panorama al cui bellezza non si può descrivere. Davanti allo sguardo si estende da un lato ampia parte del Lazio, dall'altro la Tuscia , il Patrimonio di San Pietro, una vasta pianura classica dalla quale si ergono i monti Latini e Volsci, tra di essi una grande pianura si prolunga fino al mare che scintilla lontano."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa lettura è stata estratta da Passeggiate romane di Gregorovius - XIX secolo - .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-2019283008122335361?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2019283008122335361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2019283008122335361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/gregorovius.html' title='Gregorovius'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6247507490577605947</id><published>2009-10-05T15:15:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:25.354-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Barberini'/><title type='text'>I Barberini</title><content type='html'>&lt;i&gt;Tratto da Memorie Prenestine di P. A. Petrini 1796&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Nel 1630] Costretto Francesco Colonna dallo sbilancio degl' interessi domestici conchiuse in questo anno con Barberini la vendita di Palestrina. Ne prevenne con lettera i nostri pubblici rappresentanti, non dissimulando il cordoglio di esser obbligato a spogliarsi di un così nobil retaggio de' suoi Antenati. Il contratto si celebrò ai sedici di gennaro, presenti due nostri Citradini di Casa Uberti, l'uno Maestro di Camera,l'altro Segretario del Colonnese: il prezzo convenuto fu di scudi settecentosettantacinquemila, compreso però Agido , una volta Castello ,ora Tenuta chiamata Mezza Selva , come pure Corcollo, Castello anch' esso diruto appartenente ne' secoli scorsi al Monastero di San Paolo ; e compratore comparve il fratello del Papa, cioè Don Carlo, il quale nel giorno seguente fu, mediante un breve, dichiarato Principe di Palestrina ; ma siccome trovavasi in Ferrara, ove dopo qualche mese morì , non ebbe neppure il contento di portarsi in questa Città. Vi si portarono bensì, subito che a stagione lo permise, tutti i Signori della Famiglia, e nell' autunno lo stesso Urbano VIII, il quale partendo da Castel Candolfo il sabato mattina 19 di ottobre, avviò a questa volta, conducendo seco Don Taddeo, divenuto, per la morte del padre, Principe del Paese, ed i tre Cardinali della Casa, cioè il Cardinal Sant'Onofrio, il Cardinal Francesco, ed il Cardinal Antonio; ai quali si aggiunse il CardinaI Colonna, ed il Contestabile Filippo, che partirono da Marino per far corte al Pontefice (g) La giornata fu piovosa; ma ciò non ostante il nostro Pubblico spedì ad incontrarlo su i confini due. cento soldati a cavallo trecento fanti gli fecero ala nel passare la pianura ~ ed il Magistrato si umiliò a' suoi piedi innanzi alla Chiesa di Santa Lucia, ov'erano accorsi tutti i Cittadini, e fra questi un vecchiarello, che oltrapassava i cento anni, il qual fu dal Papa cortesemente accarezzato; ed è forse quello istesso, di cui narra Giacinto Gigli Caporione di Roma, che stando egli per sospetto di peste a guardar Porta San Giovanni nell' aprile dell' anno seguente, venne appiede da Palestrina in Roma, dicendo di aver centosei anni, e che suo padre era morto nella età di centoquattordici (h). Dopo però un breve trattenimento uscì il Papa dalla lettica, salì sulla sedia gestatoria, e si avviò al Palazzo Baronale. Ventiquattro scelti giovanetti presero da quel punto a servirlo, vestiti di uniforme in figura di paggio: il giorno seguente scese a dir Messa in Cattedrale: entrò nel Monastero ; dotò trenta povere fanciulle; e liberò tutti i Prigioni. Risolvè quindi dì andare a Genazzano, ed il lunedì sullo spuntar del sole, sopra un leggiadro palafreno s'incamminò a quella volta: passando per Cave il Contestabile gli. presento' le chiavi del Paese: nella pianura, che quindi s' incontra, trovò un campo schierato in ordine di battaglia,. composto di tre mila soldati a piedi ed ottocento a cavallo, cavati tutti dalle Terre Colonnesi. Don Prospero fig1io del Contestabile, che in figura di Generale aveva ivi spiegato il ricco padiglione, che spiegò in Lepanto Marcantonio il grande, al comparir del Papa scese da cavallo , e gli baciò il piede nell'entrare in Genazzano gli fece il Contestabile la solita presentazione delle chiavi. il Papa andò direttamente alla Chiesa della Madonna e celebrò in que1la sacra Cappella: salì quindi al Palazzo Baronale, e dopo aver desinato ed ascoltata una Orazione, ed alcuni Jambi, che in segno di gioja gli recitarono due figli del Con testabile, se ne tornò in Palestrina. Tutto il martedì seguente lo impiegò in ricercare ciò che v era di più pregievole nella Città volle vedere la Chiesa, ed il Convento tanto de' Carmelitani, che de' Francescani, e nel mercoledì appresso si restituì alla villeggiatura, e quindi a Roma. Ove appena giunto ordinò ventiquattro collane d' oro; vi fece appendere la medaglia ad onor Suo coniata nell'apertura della Porta Santa, e spedì con esse in Palestrina Monsignor Scannarola munito di' un breve segnato li ventisette de dicembre , acciò in nome Pontificio dichiarasse Cavalieri i menzionati ventiquattro giòvanetti, fre giandoli con quel nobile distintivo: funzione ch' egli solennemente eseguì in Cattedrale alla presenza di tutto i1 popo1o la mattina dei quattordici del seguente mese. Cinque di questi Cavalieri furono indubitatamente FuIvio Nofri , Famiglia, che aveva avuto nel secolo precedete un Cavaliere di San Maurizio e Lazzaro, Agapito Coalizzi, Fabrizio Vespa), Girolamo Jacovelli , e Giuseppe Maria Porto. Fra gli altri poi è assai; probabile, che vi fosse Francesco Picarelli, Natalizio Cecconi, Fortibrando Oppizzini, Leonardo Cecconi , uno di Casa Petitti, ed uno di Casa Salvati; attesochè li troviamo in quei tempi decorati col titolo di Cavaliere e colla insegna della colana d'oro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6247507490577605947?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6247507490577605947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6247507490577605947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/i-barberini.html' title='I Barberini'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-7499015459553763421</id><published>2009-10-05T15:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:36.410-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cola di Rienzo'/><title type='text'>Cola di Rienzo</title><content type='html'>&lt;i&gt;Contrasti tra Cola di Rienzo ed i Colonna&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1346 Cola di Rienzo, forte del favore del popolo di Roma volle far adottare delle leggi da lui ideate. A Stefano Colonna di Palestrina non piacquero e manifestò pubblicamente il suo dissenso. Cola di Rienzo, saputolo, fomentò il popolo contro il Colonna, il quale, fuggito da Roma, dovette riparare a Palestrina. Leggiamo come viene documentato il fatto in Cronica - Vita di Cola di Rienzo: Cola di Rienzo "[...]Aveva in sio sussidio forza da ciento uomini armati. Adunata grannissima moititudine de iente, sallìo in parlatorio, e sì parlao e fece una bellissima diceria della miseria e della servitute dello puopolo de Roma. Puoi disse ca esso per amore dello papa e per salvezza dello puopolo de Roma esponeva soa perzona in pericolo. Puoi fece leiere una carta nella quale erano li ordinamenti dello buono stato. Conte, figlio de Cecco Mancino, la lesse brevemente. Questi fuoro alquanti suoi capitoli: Lo primo, che qualunche perzona occideva alcuno, esso sia occiso, nulla exceptuazione fatta. Lo secunno, che li piaiti non se proluonghino, anco siano spediti fi' alli XV dìe. Lo terzo, che nulla casa de Roma sia data per terra per alcuna cascione, ma vaia in Communo. Lo quarto, che in ciasche rione de Roma siano auti ciento pedoni e vinticinque cavalieri per communo suollo, daienno ad essi uno pavese de valore de cinque carlini de ariento e convenevile stipennio. Lo quinto, che della Cammora de Roma, dello Communo, le orfane e·lle vedove aiano aiutorio. Lo sesto, che nelli paludi e nelli staini romani e nelle piaie romane de mare sia mantenuto continuamente un legno per guardia delli mercatanti. Settimo, che li denari, li quali viengo dello focatico e dello sale e delli puorti e delli passaii e delle connannazioni, se fossi necessario, se despennano allo buono stato. Ottavo, che·lle rocche romane, li ponti, le porte e·lle fortezze non deiano essere guardate per alcuno barone, se non per lo rettore dello puopolo. Nono, che nullo nobile pozza avere alcuna fortellezze. Decimo, che li baroni deiano tenere le strade secure e non recipere li latroni e li malefattori, e che deiano fare la grascia so pena de mille marche d'ariento. Decimoprimo, che della pecunia dello Communo se faccia aiutorio alli monisteri. Decimosecunno, che in ciasche rione de Roma sia uno granaro e che se proveda dello grano per lo tiempo lo quale deo venire. Decimoterzio, che se alcuno Romano fussi occiso nella vattaglia per servizio de Communo, se fussi pedone aia ciento livre de provisione, e se fussi cavalieri aia ciento fiorini. Decimoquarto, che·lle citate e·lle terre, le quale staco nello destretto della citate de Roma, aiano lo reimento dallo puopolo de Roma. Decimoquinto, che quanno alcuno accusa e non provassi l'accusa, sostenga quella pena la quale devessi patere lo accusato, sì in perzona sì in pecunia. Moite aitre cose in quella carta erano scritte, le quale perché moito piacevano allo puopolo, tutti levaro voce in aito e con granne letizia voizero che remanessi là signore una collo vicario dello papa. Anco li diero licenzia de punire, occidere, de perdonare, de promovere a stato, de fare leie e patti colli puopoli, de ponere tiermini alle terre. Anco li diero mero e libero imperio quanto se poteva stennere lo puopolo de Roma. Puoi che queste cose, le quale in Roma fatte erano, pervennero alle recchie de missore Stefano della Colonna, lo quale staieva in Corneto nella milizia per grano, con poca compagnia senza demoranza ne cavalcao e venne a Roma. Ionto nella piazza de Santo Marciello, disse ca queste cose non li piacevano. Lo sequente dìe, la matina per tiempo, Cola de Rienzi mannao a missore Stefano lo editto e commannamento che se dovessi partire de Roma. Missore Stefano la cetola prese e sì·lla sciliao e fecene milli piezzi e disse: "Se questo pascio me fao poca de ira, io lo farraio iettare dalle finestre de Campituoglio". Quanno Cola de Rienzi questo intese, espeditamente fece sonare la campana a stormo. Tutto lo puopolo traieva con furore. Granne se apparecchiava pericolo. Allora missore Stefano cavalcao in sio cavallo. Solo con uno fante da pede ne fuìo fòra de Roma. A gran pena se fisse poco in Santo Lorienzo fòra le mura per poco de pane manicare. Vaone a Pellestrina lo veterano. Denanti allo figlio e allo nepote lamentanza fao. Allora Cola de Rienzi mannao commannamenti a tutti li baroni de Roma che se partissino e issino a loro castella; la quale cosa subitamente fatta fu. Lo sequente dìe li fuoro rennuti tutti li ponti li quali staco nello circuito della citate. Allora Cola de Rienzi fece suoi officiali. E mo' prenne uno e mo' prenne un aitro; questo appenne, a questo mozza lo capo senza misericordia. Tutti li riei iudica crudelemente. E puoi parlao allo puopolo, e in quello parlamento se fece confermare e fece fermare tutti suoi fatti, e domannao de grazia dallo puopolo che esso e·llo vicario dello papa fussino chiamati tribuni dello puopolo e liberatori." I Colonna, restarono a Palestrina, fino a quando Cola di Rienzo, ormai divenuto Tribuno, obbligò tutti i Baroni a rendergli ubbienza. Nella Cronica: " [...]Allora li signori voizero fare una loro coniurazione contra lo tribuno e·llo buono stato: non fuoro in concordia; la cosa non venne fatta. Quanno Cola de Rienzi intese che la coniura delli baroni non venne ad effetto per la discordia loro, allora li citao e mannaoli lo editto. Lo primo che venne allo commannamento fu Stefano della Colonna, figlio de missore Stefano. Entrao lo palazzo con pochi. Vidde che·lla rascione se renneva ad onne iente. Moito era lo puopolo lo quale in Campituoglio staieva. Teméo e forte se maravigliao de sì foita moititudine. Lo tribuno li iessìo denanti armato, e sì·llo fece iurare sopra lo cuorpo de Cristo e sopra lo Vagnelio de non venire contra allo tribuno e alli Romani, e de fare la grascia, e tenere le strade secure, e non recettare latroni né le perzone de mala connizione, anche de favorare alli orfani e alli pupilli, e non fraudare lo bene dello Communo, e comparere armato e senza arme ad onne soa petizione. Data licenzia a Stefano, venne missore Ranallo delli Orsini, puoi Ianni Colonna, puoi Iordano, puoi missore Stefano. Non iamo più lontano: tutti li baroni li iuraro obedienzia con paura, allo buono stato, e offierzero le loro proprie perzone e·lle castella e·lli vassalli in sussidio della citate."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;I Colonna attaccano Roma&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ora te vengo a contare como Colonnesi fuoro sconfitti in Roma. La guerra era forte. Li citatini de Roma parevano forte affannati della fatica e dello desciascio e dello danno. Lo tribuno non pacava li sollati como soleva. Granne bisbiglio per la citate era. Li cavalerotti de Roma scrissero lettere a Stefano della Colonna, che venissi con iente, ca·lli volevano aperire la porta. Li Colonnesi fecero la adunata in Pellestrina, numero de setteciento cavalieri, pedoni quattro milia. Per forza voco tornare a Roma. Moiti baroni so' nella iura con essi. Granne apparecchio se fao in Pellestrina. E per tornare a Roma daievano dolce resposta ca volevano venire alle loro case. De questa adunanza lo tribuno forte spaventao e deventao como fussi infermo, matto. Non prenneva civo né dormiva. Una dimane tiempori, 'nanti alla sconfitta forze tre dìi, parlao allo puopolo e confortaolo e fra le moite paravole disse: "Sacciate ca in questa notte me ène apparzo santo Martino, lo quale fu figlio de tribuno, e disseme:"Non dubitare, ca tu occiderai li nimici de Dio"". L'aitra dimane sequente, de notte moito tiempori, sonao soa campana a stormo. Adunao lo puopolo tutto armato. Assettato parlao e disse: "Signori, facciove asapere ca in questa notte me apparze santo Bonifazio papa e disseme che oie in questo dìe farremo vennetta delli suoi nimici colonnesi, li quali sì laidamente vituperaro la Chiesia de Dio". Puoi disse: "Aio uno figlio - Lorienzo hao nome - que verrà con meco alla vattaglia contra li traditori dello puopolo e contra li periuri". Puoi disse: "Sapemo per le spie nostre ca questa iente ène venuta e posata appriesso alla citate a quattro miglia in uno luoco che se dice Monimento. Donne ène vero segnale che non solamente serraco sconfitti, anco serraco occisi e sepelliti nello Monimento". E ditto questo, fece sonare tromme, ceramelle e naccari, e ordinao le vattaglie e fece li capitanii delle vattaglie, e deo lo nome"Spirito Santo cavalieri". Ciò fatto, quetamente, senza romore, colle legione, ordinati da pede e da cavallo, se ne vaco a porta Santo Lorienzo, la quale hao nome porta Tevertina. Delli baroni fuoro collo puopolo Iordano delli Orsini, Cola Orsino de Castiello Santo Agnilo, Malabranca cancellieri della Poscina, Matteo figlio dello cancellieri, Lubertiello figlio dello conte Vertollo, moiti aitri. Non voglio lassare lo muodo che servao lo tribuno dello profietto 'nanti la sconfitta. Lo tribuno mannao per lo profietto. Lo profietto volenno obedire venne con ciento cavalieri per essere alla vattaglia in servizio de Romani. Da XV baronetti de Toscana aveva con seco menati. Anco avea menato sio figlio Francesco. Quella fu la prima voita que arme portao. Denanti a sé mannao cinqueciento some de grano per grascia, como se conveo a profietto. Erase sforzato de compiacere a Romani. Como fu ionto, fu invitato a pranzo. Sedenno, li fu tuoito le arme a si e alli suoi compagni. Puoi fu messo in presone esso e·llo figlio. Lo arnese e·lli cavalli li fu tuoito e dati per Romani. E fece uno parlamento lo tribuno allo puopolo, nello quale disse lo tribuno: "Non ve maravigliate che io tengo in presone lo profietto, ca esso era venuto per ferire da costa e per sconfiere lo puopolo de Roma". Ora torno alla vattaglia. Colonnesi se muossero con granne esfuorzo da Monimento dalla mesa notte e connusserose allo munistero de Santo Lorienzo fòra le mura. Era lo tiempo rencrescevile per la piovia e per lo aspero freddo. Adunarose li baroni, Stefano della Colonna, Ianni sio figlio, Pietro de Agabito, lo quale era stato prepuosto de Marzilia, signore de Iennazzano, missore Iordano de Marini, Cola de Buccio de Braccia, Sciarretta della Colonna e moiti aitri. Vennero a consiglio de que devessino fare, perché Stefano era infestato da un vomaco e tremava como fronne. Pietro de Agabito, essenno un poco affannato, sonnato se aveva de vedere la soa donna vedova che piagneva e sciliavase. Per paura de tale suonno se voleva da l'oste assentare. Non se voleva trovare alla rotta. Anco odivano sonare la campana a stormo. Sapevano che lo puopolo forte irato era e corocciato. Anco perché Stefano della Colonna, capitanio de tutta l'oste generale, como ionze là denanti a tutti, la prima cosa, solo con un fante, a cavallo a un palafreno ne gìo alla porta de Roma e comenzao a chiamare ad aita voce la guardia a nome. Pregava che operissi la porta. Adduceva queste rascioni: "Io so' citatino de Roma. Voglio a casa mea tornare. Vengo per lo buono stato". Portava lo confallone della Chiesia e dello puopolo. A queste paravole respuse la guardia della porta - Pavolo Bussa avea nome lo buono valestrieri - e disse: "Quella guardia che chiamate qua non stao. Le guardie so' mutate. Io so' venuto de nuovo qua con miei compagni. Voi non potete entrare qua per via alcuna. La porta ène inzerrata. Non conoscete quanta ira hane lo puopolo de voi che turbate lo buono stato? Non odite la campana? Pregove per Dio, partiteve. Non vogliate essere a tanto male. In segno che voi non pozzate entrare ecco che ietto la chiave de fòra". Iettao la chiave, e cadde in una pescolla d'acqua la quale staieva de fòra per lo malo tiempo che era. Quanno li baroni, staienno in consiglio, avessino recitate tutte queste cose, bene viddero che entrare non potevano. Deliveraro de partirese ad onore, fatte tre schiere, ordinati venire fi' alla porta denanti de Roma, le sonante tromme e aitri instrumenti, e dare la voita a mano ritta, tornare a casa con granne onore. Così fu fatto. Ià ne erano venute doi vattaglie, la prima e·lla secunna, sì della pedonaglia sì della cavallaria. Petruccio Fraiapane fu lo connuttore. Sonate le tromme alla porta, diero la voita a mano ritta e senza lesione alcuna tornaro. Ora ne veniva la terza schiera. In questa era la moititudine della cavallaria, erance la nobile iente, eranonce li prodi e bene a cavallo e tutta la fortezza. Uno vanno fu 'nanti messo, che nullo ferisse sotto pena dello pede. Li primi feritori fuoro da otto nuobili baroni, fra li quali fu lo desventurato Ianni Colonna. Questi nuobili primi feritori 'nanti ivano ad onne moititudine uno buono spazio. Era allora l'alva dello dìe. Li Romani drento dalla porta, non avenno la chiave, per forza opierzero la porta per iessire alla varatta. Granne romore fao lo ferire delle accette. Granne ène la confusione dello strillare. La porta ritta fu operta, la manca remase enzerrata. Ianni Colonna, approssimannosi alla porta, considerao lo romore drento, considerao lo non ordinato aperire, estimao che suoi amici avessino muosso drento romore e che avessino rotta la porta per forza. Questo considerato Ianni Colonna sùbito se imbraccia lo pavesotto con una lancia alla cossa, speronao lo sio destriero. Adorno como barone, forte currenno non se retenne, entrao la porta della citate. Deh, como granne paura fece allo puopolo! Allora denanti a esso deo la voita a finire tutta la cavallaria de Roma. Similemente tornao a reto tutto lo puopolo fuienno quasi per spazio de mesa valestrata. Non per tanto questo Ianni Colonna fu sequitato dalli suoi amatori, anco remase solo là como fussi chiamato allo iudicio. Allora Romani presero vigore intennenno che esso era solo. Anco fu più la soa desaventura. Lo destrieri lo trasportao in una grotta poco più de·llà dalla porta, dallo lato manco entranno la porta. In quella grotta fu scavalcato da cavallo e, conoscenno sia desaventura, domannava allo puopolo misericordia e adiurava per Dio che soie armature no·lli dispogliassino. Que vaio più dicenno? Là fu denudato e, datoli tre ferute, morìo. Fonneruglia de Treio fu lo primo che lo colpiao. Iovine era de bona industria, varva non avea messa. La soa fama sonava per onne terra de vertute e de gloria. Iace nudo, supino, feruto, muorto, in uno monteruozzo canto allo muro della citate drento dalla porta. Erano suoi capelli caricati de loto. A pena se poteva conoscere. Ora vedi maraviglia! Incontinente lo tiempo pestilenziale, turvato, se comenzao a reschiarare. Lo sole daieva lucienti raii. De tiempo caliginoso fu fatto sereno e alegro. Intanto Stefano della Colonna in tanta moititudine la quale ordinatamente veniva denanti alla porta teneramente domannao dello sio figlio Ianni. Respuosto li fu: "Noi non sapemo que aia fatto, dove sia ito". Allora sospettao Stefano che avessi entrata la porta. Perciò speronao e solo la porta entrao e vidde che lo sio figlio iaceva in mieso de moiti in terra li quali lo occidevano fra la grotta e·llo pantano della acqua. De ciò, temenno della soa perzona, tornao a reto, iessìo la porta. La mente razionale lo abannonao, fu smarrito. Lo amore dello figlio lo convenze. Non fece paravola alcuna, anco tornao e entrao la porta se per via alcuna poteva lo sio figlio liberare. Non se approssimao, ca conubbe che muorto era. Intenneva a campare la perzona. Tornava in reto tristo. Nello iessire che faceva della porta, venne de sopra dallo torriciello una grossa macina e percosse esso nelle spalle e·llo cavallo nella groppa. Ora lo sequitano le lance lanciate de·llà e de cà. Lo cavallo, feruto nello pietto de lancia, iettava caici, e sì spesso che, non potennose mantenere a cavallo, cadde per terra. Veo lo puopolo senza rascione e sì·llo occide in fronte della porta, in quello luoco dove stao la maine nello parete, in mieso alla strada. Là iacque nudo in veduta ad onne puopolo, a chi passava. Non aveva uno delli piedi. Moite ferute avea. Fra lo naso e·lli uocchi avea una feruta e sì terribile opertura, che pareva lo guado delle gote dello lopo. Lo sio figlio Ianni abbe sole doi ferute nello pettignone e nello pietto. Ora iesse lo puopolo furioso senza ordine, senza leie; cerca a chi dea morte. Scontraro li iovini Pietro de Agabito della Colonna che dereto fu prepuosto de Marzilia, lo quale chierico fu. Mai vestute non se aveva arme se non allora. Era caduto da cavallo. Non poteva liberamente annare, perché la terra era scivolente. Fugìose in una vigna vicina. Calvo era e veterano. Pregava per Dio che perdonassino. Non vaize lo pregare. In prima li tuoizero soa moneta, puoi lo desarmaro, puoi li tuoizero la vita. Stette in quella vigna nudo, muorto, calvo, grasso. Non pareva omo da guerra. Appriesso da esso in quella vigna iaceva un aitro barone delli signori de Bellovedere. Fuoro de muorti in poco de spazio da dodici. Alla supina iacevano. Tutta l'aitra moititudine, sì de pedoni sì de cavalieri, lassano l'arme de·llà e de cà senza ordine con granne paura. Non se voitavano capo dereto. Non fu chi daiessi colpo. Missore Iordano levao la fronnosa, non se retenne fi' a Marini. Sconfitta fu onne moititudine. Abattuti fuoro li nimici e iacquero muorti in terra, in veduta delli passanti e de onne puopolo, quelli li quali fuoro senatori illustri si' ad ora nona. Da vero che·llo stennardo dello tribuno gìo per terra. Lo tribuno sbaottito staieva colli uocchi aizati a cielo. Aitra paravola non disse se non questa: "Ahi Dio, haime tu traduto?" Puoi che·lla vittoria fu per lo puopolo, lo tribuno fece sonare soie tromme de ariento e con granne gloria e triomfo recoize lo campo e pusese in capo la soa corona de ariento de fronni de oliva e tornao con tutto lo puopolo triomfante a Santa Maria dell'Arucielo e là rassenao la verga dello acciaro e·lla corona della oliva alla Vergine Maria. Denanti a quella venerabile maine appese la bacchetta e·lla corona in casa delli frati minori. Da puoi mai non portao bastone né corona né confallone sopra capo. Po' questo parlao allo puopolo in parlatorio e disse ca voleva convertere la spada nella guaina. E trasse la spada e sì·lla forviva colle vestimenta soie e disse: "Aio mozzato recchia da tale capo che non lo potéo tagliare papa o imperatore". Quelle tre corpora fuoro portate in Santa Maria delli frati, copierti de palii de aoro, nella cappella de Colonnesi. Vennero le contesse con moititudine de donne scapigliate per ululare de sopra li muorti, cioè sopra le corpora de Stefano, Ianni e Pietro de Agabito. Lo tribuno le fece cacciare e non voize che·lli fussi fatto onore né esequio e disse: "Se me faco poco de ira quelle tre corpora maladette, facciole iettare nello catafosso delli appesi, ca soco periuri, non soco degni de essere sepelliti". Allora queste tre corpora fuoro secretamente de notte portate nella chiesia de Santo Silviestro dello Capo e là senza ululato fuoro sepellite dalle monache." Cronica - Vita di Cola di Rienzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'assedio di Palestrina&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1353, Cola di Rienzo inviò a Palestrina due ambasciatori, allo scopo di ricevere omaggio dai Colonna. Nella Cronica il resoconto della vicenda: " Stefano della Colonna in Pellestrina. Questo Stefanello remase piccolo guarzone po' la morte dello patre Stefano e de Ianni Colonna sio frate, como ditto ène. Redutto s'è ora in Pellestrina allo forte. A questo Stefanello mannao doi citatini de Roma, Buccio de Iubileo e Ianni Cafariello, per ammasciatori, che devessi obedire li commannamenti dello santo senato, sotto pena de soa ira. Questi ammasciatori Stefanello retenne e alcuni de essi mise in oscuritate. Anco li trasse uno dente e connannaoli in quattrociento fiorini. Lo sequente dìe curze li campi de Roma con suoi arcieri e briganti. Tutto lo vestiame ne menava. Lo romore se levao per Roma. La mormoranza ne venne allo tribuno della preda de Romani che se ne iva. Allora lo tribuno cavalcao con suoi pochi famigli. Solo iessìo la porta. Li sollati lo sequitaro, tale armato, tale no, secunno che lo tiempo pateva. Curzero da porta Maiure, via de Pellestrina, per avia, per locora salvatiche, deserte. La tratta fu vana, inutile. Non trovaro né omo né vestia né arcieri. Li arcieri e·lli fanti de Pellestrina dotti de guerra per moite fiate descretamente avevano connutta la preda e nascostala in una selva, la quale se chiama Pantano, che iace fra Tivoli e Pellestrina. Là se tennero queti. La notte saviamente quella preda trassero da Pantano e salvarola in Pellestrina. Cercato che abbe moito la iente dello tribuno, non trovanno cosa alcuna, perché la notte era, venne alla citate de Tivoli. Là posao. Fatta la dimane, la novella ionze che le vestie de Romani erano tratte da Pantano e connutte in Pellestrina. Allora lo tribuno irato disse: "Que iova de ire de là e de cà per locora senza vie? Non voglio più scelmire cosa della Colonna. Alle mano voglio essere". Quattro dìi in Tivoli stette. Mannao suoi editti. Espeditamente fece venire da Roma la romana cavallaria, tutti li sollati da cavallo e·lli fanti masnadieri. Era vivace de scrivere. Staieva sio stennardo in Tivoli con soa arme de azule a sole de aoro e stelle de ariento e coll'arma de Roma. Forte cosa! Quello stennardo non era lucente como era prima; staieva miserabile, fiacco, non daieva le code allo viento regoglioso. Venuto lo stuolo de suoi sollati, le moite banniere, cornamuse e trommette assai, venuti missore Bettrone e missore Arimbaldo, li quali li aveva fatti capitanii de guerra generali, li sollati se mormoravano, ca volevano la paca. Li conestavili todeschi demannavano moneta, ché loro arme staievano in pegno. Moite scuse trovao. Non valeva più la fuga. Vedi bella lerciaria che fece alli suoi capitanii. Abbe missore Bettrone e missore Arimbaldo e disseli: "Trovo scritto nelle storie romane che non era moneta in Communo de Roma per sollati. Lo consolo adunao li baroni de Roma, disse:"Noa che avemo li offizii e·lle dignitate siamo li primi a dunare quello che ciascheuno pò de bona voluntate". Per quello duno fu adunata tanta moneta, che iustamente la milizia fu pacata. Così voi doi comenzete a dunare. La bona iente de Roma vederao che voi forestieri dunate. Serrao pronta a dunare. Averemo denari a furore". Li capitanii allora li dunaro milli fiorini, cinqueciento per uno, in doi vorze. Quella pecunia lo tribuno compartio alli sollati. Alla fantaria deo mesa paca de moneta de tevertini. Puoi adunao puopolo nella piazza de Santo Lorienzo de Tivoli e fece soa bella diceria. Disse como era ito venale anni sette, como fu in grazia de Carlo imperatore, lo cui aiutorio de prossimo aspettava. Disse como fu in grazia dello papa a despietto de Colonnesi suoi nemici. Mo' era per lo papa senatore de Roma, non lassato guidare per la tirannia de Colonnesi, per Stefanello serpente venenoso, ionco vallico. Dunque intenneva de desertare casa della Colonna e farli peio che quello che prima li fece aitra voita. Casa maladetta, ché per la loro supervia terra de Roma vive in povertate. Le aitre contrade vivo in ricchezza. Puoi aionze e disse: "Voglio fare l'oste sopra Pellestrina e farli lo guasto generale. Dunqua prego voi Tevertini che de buono core ce accompagnete, in tanta necessitate ce sovengate, non ce abannonete". Questa diceria fu fatta nello parapietto delli Palloni. Fatta questa diceria, lo sequente dìe mosse la fantaria forestiera, mosse tutta soa cavallaria e·llo puopolo de Tivoli con grascia e con arnese ad oste, e gìone a Castiglione de Santa Perzeta. Là posao dìi doi. Là se adunao la iente tutta. Puoi se mosse lo sequente dìe e fu sopra Pellestrina con tutto sio sfuorzo, anno Domini MCCCLIII[I], de mese [...], dìe [...] Assediao Pellestrina e allocao lo tribuno l'oste a Santa Maria della Villa, doi miglia da longa dalla citate. Là fuoro milli cavalieri fra Romani e sollati, fu lo puopolo de Tivoli e de Velletri, e·lle masnate delle communanze intorno e della badia de Farfa, e de Campagna e della Montagna. Puosto lo assedio, ciasche perzona cobelle faceva. Solo esso Cola de Rienzi de continuo aveva l'uocchi sopra Pellestrina. Aizava la testa e resguardava lo aito colle, lo forte castiello, e considerava per quale muodo potessi confonnere e derovinare quelle edificia. Non levava lo sguardo de·llà. Diceva: "Questo è quello monte lo quale me conveo appianare". Spesso anco, continuo guardanno e non movenno lo penzieri sio da Pellestrina, vedeva che per la parte de sopra vestiame veniva da pascere e entrava la porta de sopra per abbeverare, puoi tornava alli pascoli. Anco vedeva da l'aitra porta de sopra entrare uomini con salmarie, con some. Vedeva la traccia longa delli vetturali che venivano con fodere in Pellestrina. Allora domannava quelli li quali staievano seco e diceva: "Quelli somarieri que voco dicere?" Responnevano quelli che con esso staievano: "Senatore, quello vestiame veo da pascere e torna in Pellestrina a l'acqua per vevere. Quelli uomini portano farina e grascia per infoderare la terra che non affamassi". Allora responneva e diceva: "Diceteme, non se pòterano pigliare li passi, che questo vestiame sì liberamente non issi a pastura e quelli non portassino fodere?" Responnevano li meno liali Romani e dicevano: "Tanta è la fortura delli monti de Pellestrina, che quelle entrate de sopra e quelle iessite non se·lli puoco vetare. Tanta è la salvatichezza de questo luoco, che nulla oste là pòtera demorare". Ma non era così. Anco era la cruditate delli baroni de Roma, li quali staievano a vedere que ne iessiva, non ce volevano operare. Allora lo tribuno disse queste paravole: "Mai non te lento fi' che non te consumo, Pellestrina. E se io po' la sconfitta de Colonnesi a porta de Santo Lorienzo avessi cavalcato collo puopolo de Roma, in questa terra liberamente entrava senza contradizzione. Ià fora deruvinata. Io non sostènnera allo presente questo affanno. Lo puopolo de Roma vìssera in pace reposato". Allo secunno dìe che l'oste posta fu, fu comenzato lo guasto e fu depopulato tutto lo ogliardino de Pellestrina, tutto lo piano fi' alla citate. Non remase aitro che la parte de sopra, meno che·llo terzo. Quello poco non fu depopulato, perché alli dìi otto l'oste se partìo. E questa partenza fu per doi cascioni. La prima, che Velletrani erano odiosi con Tevertini. Subitamente se mettevano dentro in Pellestrina. Per tale via fuoro auti sospietti che·lla baratta non se levassi nell'oste. La secunna cascione fu che·lla fante de missore" La serva del Monreale riferì a Cola di Rienzo che il suo padrone voleva ucciderlo. Segue il resoconto della Cronica: " [...] [...] "Sostenga qui uno o doi de noi, lassi ire mi. Io li farraio venire dieci milia, vinti milia fiorini e moneta e iente quanta li piace. Deh, faccialo per Dio!" A queste paravole non trovava tutore alcuno. Fatta la notte, preso da primo suonno fra Monreale fu menato allo tormento. Quanno vidde la corda, desdegnato con mormorazione disse: "Ià ve aio bene ditto che voi rustichi villani site. Voleteme ponere allo tormento. Non vedete che io so' cavalieri? Como è in voi tanta villania?" Puro un poco fu aizato. Allora disse: "Io so' stato capo della Gran Compagnia. E perché so' cavalieri, so' voluto vivere ad onore. Aio revennute le citati de Toscana, messali la taglia, derupate terre e presa la iente". Allora fu tornato nello luoco delli suoi fratelli, intro li ceppi, redutto in restretto fra suoi fratelli. Conubbe che morire li conveniva. Domannao penitenza, e per tutta notte abbe con seco uno frate lo quale lo confessava. E così ordinao tutti suoi fatti. Odenno lo mormuorito de suoi fratelli, ad ora se voitava ad essi, parlava. Queste paravole diceva: "Doici frati, non dubitete. Voi site zitielli iovini, non avete provate le onne della ventura. Voi non morerete. Io moro e de mea morte non dubito. La vita mea sempre fu con trivulazioni. Fastidio me era lo vivere. De morire non dubitava. So' contento, ca moro in quella terra dove morìo lo biato santo Pietro e santo Pavolo, benché nostra desaventura sia per toa colpa, missore Arimbaldo, che me hai connutto qui in questo laberinto. Non perciò questo lasso. Non ve mormorete, non ve dogliate de me, ché io moro volentieri. Omo so', como ciello fui ingannato, como l'aitri uomini so' traduto. Dio me averao misericordia. Fui buono allo munno, serraio buono denanti a Dio, e specialemente non dubito perché venni con intenzione de bene fare. Voi iovini site: temete, ca non avete conosciuto que ène la fortuna. Pregove che ve amete e siate valorosi allo munno, como fui io che me feci fare obedienzia alla Puglia, Toscana e alla Marca". Spesse voite così dicenno, lo dìe se fece. La matina voize odire la messa, e odìola staienno scaizo a nude gamme. All'ora de mesa terza fu sonata la campana e fu adunato lo puopolo. Connutto fra Monreale nelle scale allo lione, staieva inninocchiato denanti a madonna santa Maria. Alle gote teneva uno cappuccio de scuro con uno freso de aoro. Aduosso teneva uno iuppariello de velluto bruno, cosito de fila de auro. Descento era senza alcuno cegnimento. Le caize in gamma de scuro. Le mano legate larghe. Teneva la croce in mano. Tre fraticielli con esso staievano. Mentre che odiva la sentenzia, parlava e diceva: "Ahi Romani, como consentite mea morte? Mai non ve feci offesa ma la vostra povertate e·lle mee ricchezze me faco morire". Puoi diceva: "Dove so' io cuoito? Per bona fe' diece tanta iente me aio veduta denanti e più che questa non è". Puoi diceva: "So' alegro de morire là dove morìo Pietro e Pavolo. La mea vita senza trivolazione non è stata". Puoi diceva: "Tristo questo male traditore po' la mea morte!" Nella sentenzia fuoro mentovate le forche. Allora stordìo forte e levaose sùbito in piedi como perzona smarrita. Allora quelli che stavano intorno lo confortaro che non dubitassi. Fecero fede che connannato era alla testa. De ciò fu contento, stette queto. Abiato allo piano, per tutta la strada non finava volverse de là e de cà. Parlava e diceva: "Romani, iniustamente moro. Moro per la vostra povertate e per le mie ricchezze. Questa citate intenneva de relevare". Moite cose diceva. A peta a peta la croce basava. Forte se maniava de quello che poteva. Omo operativo, triomfatore, sottile guerrieri. Da Cesari in cà mai non fu alcuno megliore. Questo ène quello lo quale, con fortuna arrivato, ruppe in piaia romana, como ditto ène de sopra della galea sorrenata. Puoi che fu nello piano, là dove fuoro le fonnamenta della torre, fatta la rota intorno, inninocchiase in terra. Puoi se levao e disse: "Io non staio bene". Voitaose invierzo oriente e raccommannaose a Dio. Puoi se inninocchiao in terra, basao lo ceppo e disse: "Dio te salvi, santa iustizia". Fece colla mano una croce sopra lo ceppo e basaola. Trasse lo cappuccio e iettaolo. Posta che li fu la mannara in cuollo, favellao e disse: "Non stao bene". Allora era seco moita bona iente, fra quali era lo sio miedico de piaghe. Questo li trovao la ionta. Puosto lo fierro, allo primo colpo stoizao in là. Pochi peli della varva remasero nello ceppo. Frati minori tuoizero sio cuorpo in una cassa, ionto lo capo collo vusto. Pareva che atorno allo cuollo avessi una zaganella de seta roscia. Fu tumulato in Santa Maria de l'Arucielo lo escellente omo fra Monreale, la cui fama sonao per tutta Italia de virtute e de gloria. In la citate de Tivoli staieva uno domestico sio de sio lenaio, lo quale, odita la morte de sio signore, lo sequente dìe de dolore morìo senza remedio. Muorto questo valente omo, li Romani ne staievano forte afferrati. Allora lo tribuno adunao lo puopolo, favellao e disse: "Signori, non staiate turbati della morte de questo omo, ché ène stato lo peiore omo dello munno. Hao derobato citate e castella, muorti e presi uomini e donne, doi milia femine manna cattive. Allo presente era venuto per turbare nuostro stato e non relevarelo. Cercava de essere libero signore. Esso voleva le grazie fare. Voleva depopulare Campagna e terra de Roma, lo residuo de Italia. Nostra briga bene connuceremo a buono fine colla grazia de Dio"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-7499015459553763421?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7499015459553763421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7499015459553763421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/cola-di-rienzo.html' title='Cola di Rienzo'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6351274308859041158</id><published>2009-10-05T15:08:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:47.030-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giovanni Pierluigi da Palestrina'/><title type='text'>Giovanni Pierluigi da Palestrina</title><content type='html'>Nato a Palestrina intorno al 1525, Giovanni Pierluigi (Giannetto) manifesta precoci attitudini per la musica che lo conducono a far parte dei pueri choriales della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma (1537). Nel 1543-44 è organista ed istruttore del coro presso la cattedrale di S. Agapito in Palestrina, ove pochi anni dopo prende in moglie la prenestina Lucrezia Gori. Divenuto papa nel 1550 il vescovo di Palestrina Giovanni Maria Del Monte (Giulio III) Pierluigi è dallo stesso nominato maestro della Cappella Giulia. Nel 1555 diviene cantore della Cappella Pontificia, ma ne è ben presto licenziato da papa Paolo IV Carafa, che non ritiene degne di simili mansioni le persone coniugate, ritenendo non di meno il Nostro degno di continuare a percepire a titolo di pensione vitalizia la paga sino allora ricevuta. Pierluigi troverà successivamente altri posti di magister cappellae dapprima in S. Giovanni in Laterano poi in S. Maria Maggiore, quindi presso il nuovo Seminario Romano. Nel 1565 è richiamato come collaboratore esterno ("compositore") alla Cappella Pontificia. Non è probabilmente estranea a tale riammissione la mirabile e commovente Missa Papae Marcelli composta proprio in quell'anno e il cui ascolto, secondo una diffusa leggenda, avrebbe rappresentato per il papa l'argomento decisivo contro la possibile estromissione della musica polifonica dalle funzioni religiose. Questo provvedimento era stato prospettato dallo stesso Paolo IV e da molti prelati nell'ambito del concilio di Trento, a causa soprattutto dell'incomprensibilità dei testi sacri determinata dalla complessa elaborazione musicale su di essi intessuta. Vediamo in seguito il Nostro porsi temporaneamente al servizio del cardinale Ippolito lì d'Este e del duca di Mantova Guglielmo Gonzaga. Sarà anche richiesto dalla corte imperiale di Vienna, ma senza alcun positivo esito, per le sue troppo alte esigenze di remunerazione. Un lungo periodo della sua vita è dominato da numerosi gravi problemi personali e familiari. Dal 1572 al 1580 gli verranno infatti a mancare in tragica sequenza, due figli, quasi tutti i nipoti e la moglie Lucrezia. Pierluigi individua in tali eventi un segno del destino o dell'Eterno che lo chiama ad un diverso tipo di vita e questo potrebbe spiegare la sua improvvisa decisione (1580) di prendere i voti religiosi. Ma, con ancor più singolare e repentino mutamento di intenti, lo vediamo poco dopo unirsi in seconde nozze con l'agiata pellicciaia Virginia Dormoli: questo matrimonio risolverà in modo definitivo i continui problemi economici sinora largamente presenti in quasi tutta l'esistenza del Palestrina. lì Nostro infatti, sin dalle sue prime esperienze di maestro di cappella, appare costantemente proteso alla puntigliosa ricerca di un durevole benessere da assicurare ai propri familiari (oltre che a se stesso) e di emolumenti più sostanziosi dei modesti stipendi corrispostigli dalle basiliche romane. Molte - di vario genere ed esito - risultano le transazioni immobiliari ed affaristiche concluse dal Nostro tanto in Roma quanto nella natia Palestrina. Alla data della morte (1594) il suo asse ereditario sarà quello di un uomo che può ben dirsi soddisfatto per aver infine conseguito una considerevole agiatezza. Il suo funerale, cui partecipa una turba commossa di amici, discepoli, ecclesiastici, musicisti, cantori, ammiratori, è quello che si poteva attendere per un grande Maestro.&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/y28ZRYF9Q-4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/y28ZRYF9Q-4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guida Storico-Turistica. Circolo Culturale Prenestino " R.Simeoni" testi di Gaetano Arezzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6351274308859041158?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6351274308859041158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6351274308859041158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/giovanni-pierluigi-da-palestrina.html' title='Giovanni Pierluigi da Palestrina'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-1932593392432928964</id><published>2009-10-05T15:07:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T15:34:56.908-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sant&apos; Agapito'/><title type='text'>Sant' Agapito</title><content type='html'>Tratto da Memorie Prenestine di P. A. Petrini 1796&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Celebre ne' fasti Cristiani sotto il giorno decimottavo di agosto è il Nome di S. Agapito Martire, menzionato in tutti i più. Autorevoli Scrittori, e Monumenti Ecclèsiastici. Non parlo io' già delle tre 1eggende che di lui abbiamo . riguardate dagli Eruditi come il conio, donde fu tratta quélla di San Venanzio ; perché elle sono manifatture di Monaci de' secoli bassi, soliti d'impiegarsi in somiglianti lavori. Lasciamo dunque da parte, documenti di siffatta pasta; e giacchè la Providenza ha disposto che di questo illustre trionfo della Fede parlino con precisione sei antichi Martirologi ven'ficati nelle circostanze, che accennano,dagli Scrittori Pagani e dall' antiche lapidi; contentiamoci delle notizie da loro tramandate, senza farci carico de' cavilli di Dodwello che per volere screditare questi sacri registri screditò sè stesso anche presso i Settarj suoi . Ciò premesso dobbiamo necessariamente riferire questo successo ai tempi correnti, cioè sotto l'lm pero di Aureliano; perché così dicono espressamente il Martirologio Romano quello di Adone, quello di Notkero, ed anche quello di Usuardo , nel quale altra diversità non vi è , se non che l'Imperadore ivi è chiamato Aurelio, in vece di Aureliano:abbreviatura solita ad inicontrarsi negli Atti de' SS. Martiri ; gli altri due Martirologj poi di Beda, e di Rabano tralasciano, è vero, di nominare Aureliano, ma nominano però quell' Antioco, a cui, secondo i precitati. Martirologj commise Aureliano la causa del Santo dicendo, che qùesto Martirio seguì sub Antioco Rege: aggiunto, che riflettendo alla confusione introdotta nella Nomenclatura Romana, dopo gli Antonini, può credersi ùn Agnome essendo cosa notissima che alcune antiche famiglie segnatamente portavano l'agnome Rex e riflettendo ai tempi in cùi scriveva Beda, e Rabano, può credersi un Titolo trovandosi frequentemente nelle vecchie carte intitolati Reges alcuni Ministri del Principato e specialmente quelli ch' erano investiti dell'Autorità punitiva . Lo che posto è duopo rammentarsi che Aureliano, mentre negli anni scorsi guerreggiava in Oriente, s'immaginò che fosse a lui comparso il Dio Sole ad annunziargli la vittoria, che ottenne; e questo fantasma lo accese di tale zelo per la sua falsa. réligione. che appena tornato sui principi di quest anno in Roma, fabbricò un tempio alla sua propizia Deità, si diede a rassettare i Sacerdozj , stabilì l'autorità de' Pontefici, e pubblicò alcune leggi veramente salutari parole di Vopisco Scrittor Pagano, che secondo il contesto significano leggi punitive de' Cristiani; contro de' quali sappiamo altronde, che Àureliano mosse una fierissima persecuzione nell' ultimo anno della sua vita, che incominciò per l'appunto a correre nel secondo, o terzo mese dell'anno presente e che questa persecuzione poi fosse rigorosamente eseguita nelle Provincie prossime a Roma, si ricava dallo Scrittore de Mortibus Persecutorum' ; e che fosse pubblicata prima del mese di settembre viene a' dirlo il Pagi il quale, esaminando accurataménte il testo di Vopisco stabilisce che Aureliano nel mese di settembre di quest'anno partì da Roma per la Tracia, ove ne' primi mesi dell'anno seguente fu ucciso . Come poi avvenisse che nello spazio, trascoro fra la partenza di Aureliano da Roma, e la sua morte. non fossero giunti ancora gli editti di questa persecuzione alle Province Romane piu' remote io non so dirlo: dico però che simili editti non si spedivano con quella celerità, che taluni immaginano : é dico inoltre , che avendo Aureliano presi in odio i Cristiani sul punto di partir da Roma, è probabile che portasse seco i suoi barbari editti per vederli lui presente eseguire ovunque giungeva, come accenna un antico monumento; laonde in quelle Provincie, in cui Aureliano aveva ideato di giungere, ma sorpreso dalla morte non giunse, non giunsero neppur gli editti della sua persecuzione. Nel mese dunque di agosto anno corrente, o incominciò, o aveva di già. incominciato Aureliano ad incrudelire contro i seguaci del Vangelo; e la prima vittima del suo furore fu verosimilmente Agapito giovanetto di quindici anni nativo di Palestrina . Era egli stato istruito nella Fede da un sant' uomo nomato Porifirio ed il tenor della vita faceva testimonianza della sua credenza. Ebbe dunque notizia di lui Aureliano nella dimora, che fece per alcuni giorni della corrente estate in Palestrina, ed ordinatone l'arresto lo fece lungamente flagellare co' nervi alla sua presenza: lo che corrisponde a quanto scrive Vopisco cioè che questo Principe godeva di veder flagellare i condannati sotto gli occhj suoi. Ma siccome ciò non ostante seguitava il Martire a dichiararsi Cristiano, I' Imperadore lo consegnò ad Antioco, acciò egli lo costringesse a sacrificare. Io non so qual carica costui sostenesse ; so bene che se dicesi ch'era Prefetto di Roma, non potrei esser convinto di errore, perchè è vero che il suo nome non trovasi registrato nel catalogo di quei, che in quest' anno sostennero tal carica, ma è vero altresì che quella serie è mancante, e si scoprono tuttodì de 'nomi , che meritano di esservi aggiunti come Prefetti ordinarj, o sostituiti so altresì , che se dicessi che fu Vicario del Prefitto di Roma , mi accosterei al probabile, perchè questo officio era ne' tempi correnti già introdotto, ed aveva giurisdizione nella nostra Città : e so parimenti, che se dicessi che fu Giudice locale di Palestrina, coglierei forse nel vero perchè essendo gì' lmperadori soliti di commettere anche dentro Roma le cause de' Cristiani a qualunque Magistrato quantunque tali giudizj appartenessero al Prefetto della Città ; è molto verisimile che dimorando Aureliano in Palestrina, consegnasse il nostro Santo al Giudice Municipale. Chiunque però costui si fosse assunse sopra di se' l'iniquo incarico; ed essendogli nota la maniera crudele con cui Aureliano trattava quei che prendeva a punire, fece scempi dell' innocente, lo racchiuse in carcere senza somministrargli cibo per quattro giorni gli pose sul capo brage ardenti: lo fece di nuovo flagellare: e lo sospese in aria, tormentandolo con fumo puzzolente sotto la faccia, onde il Santo per iscuotere la mente di quell' Idolatra ebbe a dirgli la sua credenza e' vanità, e le sue occupazioni sono fumo; ma egli ricambiando male per bene, ordinò à quattro manigoldi che un dopo 1' altro tornassero a flagellarlo: gli fece versar sul ventre acqua bollente: comandò gli fossero rotte le mascelle; e lo avrebbe fatto uccidere, se nella Commissione fosse stata a lui concessa autorità di ciò fare; ma perchè appunto non potè sfogare il suo furore colla morte del Santo, ed in questo mezzo un soldato Corniculario, per nome Anastasio, confessò pubblica-mente la potenza del Dio di Agapito, fu l'inviperito Giudice investito da un impeto di collera così veemente che cadde semivivo in terra, e non ostante il soccorso de' suoi, poco dopo spirò: caso avvenuto ad altri per effetto naturale di una violenta passione d'ira; se pure non fu un colpo della divina giustizia, che ha talvolta con morti improvise puniti i persecutori dè' Cristiani . Doveva il successo atterrire Aureliano ma lo spinse anzi a decretar la morte del giovanetto ordinando che fosse esposto alle fiere nell' Anfitéatro, ch' era in Palestrina fabbricato fi nda' tempi di Claudio. Piacque però Altissimo rinovare in questo suo Servo il prodigio, con cui contradistinse altri Santi : i leoni divennero mansueti, ed invece di sbranare il Martire si posero a lambire i suoi piedi; di modo che dopo qualche tempo, volen do i ministri 'dargli morte, furono costretti di estrarlo dall' arena e decollarlo con un colpo, non già di scure, ma di spada, come usavasi colle persone bennate . Il giorno della preziosa morte fu il diciottesimo di agosto, che nell'anno corrente era martedì , ed il sito ove spirò l'anima beata, fu fra due colonne a vista della Città , cioè dove fu poi fabbricata la Cattedrale, come narreremo a suo luogo. Raccolsero nella notte appresso i Cristiani suoi concittadini quel sacro cadavere, e trasportatolo un miglio fuori di Palestrina, lo seppellirono entro una cassa nuova che ivi trovarono: cosa facile ad accadere in tempo, che si faceva di simili casse uso grandissimo per bagnarsi e per riporvi i cadaveri ,e se ne tenevano perciò molte, o di marmo, o di peperino o di creta, pronte al bisogno Siccome poi nel decorso di questo giudizio fu accusato all' Imperadore quell' Anastasio Corniculario che dicemmo essersi convertito in veder la costanza di Agapito e nel tempo istesso' si scoprì che il giovanetto era stato, come accenammo, istruito nella Fede da' S. Porfirio, furono ambedue per ordine di Aureliano arrestati, ed uccisi: I' uno, cioè S. Porfirio i giorno venti di agosto 'apud Praenestinorum Urbem, come dice un codice Vaticano, ch' è solo antico monumento indicante il luogo della sua morte, giacchè la parola Romae, che si legge nel moderno Martirologio Romano , non s' incontra ne' Martirològj Romani stampati l'anno 1505 e 1509. L' altro, cioè S.' Anastasio , nel giorno seguente in un paese , ove probabilmente fu raggiunto, chiamato Salone : sito lontano dodici miglia da Palestrina, che quantunque ora e 'disabitato conserva l'antico nome&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-1932593392432928964?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1932593392432928964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1932593392432928964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/sant-agapito.html' title='Sant&apos; Agapito'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-5810155317003070959</id><published>2009-10-05T14:57:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:32:36.228-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi famosi: Annibale'/><title type='text'>Annibale</title><content type='html'>Nel 217 A.C. Annibale si affacciò sulla Penisola e grande fu la apprensione che i Romani manifestarono. Si narra che più di una persona vide cadere dal Cielo delle lampade ardenti; la stesse persone non ebbero alcun timore, poi, di riferirle al Senato. Era questo un chiaro sintomo di come, l'arrivo di Annibale, facesse sragionare la popolazione, mischiando l'evento col soprannaturale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, per contrastare il Cartaginese, nominò Dittatore Q. Fabio Massimo, il quale ordinò alle città consociate con Roma di inviare dei soldati; Praeneste ne inviò 500 A Praeneste, intanto, si allestiva la coorte e "…sotto la solita scorta di un pretore fu spedita verso Bari ove dimorava l'esercito romano: questo pretori chiamavasi Manicio, o piuttosto M. Anicio, era stato per l'inanzi Segretario pubblico, ed avea riputazione di uomo accorto, determinato e valoroso… dopo [ ... ] il noto sanguinoso combattimento seguito a Canne …[ ... ]tornò addietro e si fortificò in Casilino, città fabbricata sopra il Volturno…"P.Petrini Memorie prenestine 1795 Poco tempo dopo arrivarono le truppe di Annibale che presero d'assedio la città. Ma la coorte prenestina non si perse d'animo, il Petrini seguita " …i difensori erano combattuti da un inimico micidiale, intendo dire dalla penuria de' viveri; tantochè alcuni di quei generosi campioni , impazienti di soffrir la fame , si erano precipitati dalle mura, e per fino esposti ai dardi nemici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbero di tutto ciò notizia i due Capitani Romani Marcello, e Gracco col mezzo di un messo, che spedì loro Manicio per la fiumana sopra un otre; ma essi non erano al caso di poterlo liberare da quelle angustie. Gracco bensì, che era più vicino, studio la maniera di sovvenirlo e gli fece per lo stesso tempo messo sapere che avrebbe nottetempo spinte dentro la Città per la corrente del fiume alcune botti di farro, e di frumento: astuzia che riuscì tre volte; ma essendo finalmente per le pioggie gonfiato il torrente , le botti sbalzarono sulla riva; si scoprì il fatto, ed i nemici colle guardie impedirono la continuazione del soccorso" fecero la stessa cosa, poi,con delle noci ma era ben poca cosa per una legione, il Petrini " il bisogno giunse a tale estremità, che per quanto narrano gli scrittori , servivano di cibo i cuoj strappati dagli scudi, e dalle selle cotti nell'acqua, ed un sorcio fu venduto a 200 denari: fortunati poi stimavansi coloro, che uscendo dalle porte potevano raccogliere l'erbe ivi presso nascenti. [ ... ] avendo il Cartaginese ciò osservato, fece arare tutto il terreno intorno alle mura: che il Manicio per dileggiare i nemici fece spargere su quella terra del seme di rape, quali dir volesse ch'era sicuro di conservar la piazza fino a che quei semi avessero portato il frutto: e che Annibale, da ciò sgomentato, ammise quel presidio a capitolazione; poiché se la piazza era in estrema penuria, come si trovò all'istante ivi quel seme di rape ? se i Cartaginesi si accostarono fin sotto le mura per arare il terreno all'intorno, perché piuttosto non si fermarono ivi per impedire agli assediati di sortire e raccogliere le erbe? Abbellimenti dunque…[...] inventati per adornare il racconto." In seguito accadde che Annibale accettò di lasciarli in vita dietro lo sborso di sette once d'oro, e li inviò con un salvacondotto a Cuma a da lì, liberi di tornare a Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accoglienza che ricevettero fu enorme: ottennero stipendio doppio, esenzione per cinque anni dalla milizia Romana e gli fu offerta la cittadinanza romana che però non fu accettata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Prenestini non vollero rinunciare alla loro cittadinanza a favore di quella romana. Il Petrini"Il rifiuto della cittadinanza Romana [...] dovette necessariamente piccare gli abitanti della dominante ( Roma ) ; onde non mi meraviglio che prendendo argomento dalle noci, con cui quelle milizie si sostentarono nel narrato assedio , incominciassero a dileggiare i Prenestini col soprannome di Nocciole, e che Plauto, il quale viveva in questo tempo li chiamasse orgogliosi"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-5810155317003070959?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5810155317003070959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5810155317003070959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/annibale.html' title='Annibale'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-3631232185723309854</id><published>2009-10-05T14:09:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T14:10:09.853-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galleria fotografica'/><title type='text'>Galleria fotografica</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspgjicyhUI/AAAAAAAAAVk/at5r0Bi5Qiw/s1600-h/10palestrina1934.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspgjicyhUI/AAAAAAAAAVk/at5r0Bi5Qiw/s320/10palestrina1934.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Panorama - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspgkwd-HkI/AAAAAAAAAVs/ruUKy_zR7FE/s1600-h/cart-5.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspgkwd-HkI/AAAAAAAAAVs/ruUKy_zR7FE/s320/cart-5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palazzo degli Uffici - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspglYQNO8I/AAAAAAAAAV0/Ed4NFB53GtU/s1600-h/cart-6.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspglYQNO8I/AAAAAAAAAV0/Ed4NFB53GtU/s320/cart-6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palazzo Verzetti, sede del Comune  - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspgl4r-SaI/AAAAAAAAAV8/HiZ5HcnsiEA/s1600-h/cart-9.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspgl4r-SaI/AAAAAAAAAV8/HiZ5HcnsiEA/s320/cart-9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scuola elementare Gofferedo Mameli detto "l'Edificio" - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;div style="clear:both; text-align:NONE"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" alt="Posted by Picasa" style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-3631232185723309854?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/3631232185723309854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/3631232185723309854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/panorama-gentilmente-fornita-dal-sig.html' title='Galleria fotografica'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspgjicyhUI/AAAAAAAAAVk/at5r0Bi5Qiw/s72-c/10palestrina1934.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6079400498140667767</id><published>2009-10-05T13:54:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T13:56:59.130-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galleria fotografica'/><title type='text'>Galleria fotografica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdIsmrxsI/AAAAAAAAAVE/-pr7m1cIJrI/s1600-h/11smariaangelibis.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdIsmrxsI/AAAAAAAAAVE/-pr7m1cIJrI/s320/11smariaangelibis.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Via delle Monache - Peppino Tomassi  - Fotografie e storie della gente di Palestrina 1850 - 1950  - edito dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Palestrina 1983&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdKopCLCI/AAAAAAAAAVM/jY0CuAbLui4/s1600-h/cart-1.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdKopCLCI/AAAAAAAAAVM/jY0CuAbLui4/s320/cart-1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Panorama - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: verdana; COLOR: rgb(0,0,128); FONT-SIZE: 11px; FONT-WEIGHT: normal; TEXT-DECORATION: none" href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdMRK0gaI/AAAAAAAAAVU/CeB3lJz1kR0/s1600-h/cart-2.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdMRK0gaI/AAAAAAAAAVU/CeB3lJz1kR0/s320/cart-2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Via Anicia - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: verdana; COLOR: rgb(0,0,128); FONT-SIZE: 11px; FONT-WEIGHT: normal; TEXT-DECORATION: none" href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdOR9vj6I/AAAAAAAAAVc/tU7lpIHWRSQ/s1600-h/cart-3.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdOR9vj6I/AAAAAAAAAVc/tU7lpIHWRSQ/s320/cart-3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sant'Agapito - gentilmente fornita dal Sig. &lt;a style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: verdana; COLOR: rgb(0,0,128); FONT-SIZE: 11px; FONT-WEIGHT: normal; TEXT-DECORATION: none" href="mailto:mscaramella@tiscalinet.it"&gt;Mario Scaramella&lt;/a&gt;, Palestrina&lt;div style="clear:both; text-align:NONE"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" alt="Posted by Picasa" style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6079400498140667767?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6079400498140667767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6079400498140667767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/via-delle-monache-peppino-tomassi.html' title='Galleria fotografica'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspdIsmrxsI/AAAAAAAAAVE/-pr7m1cIJrI/s72-c/11smariaangelibis.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-5376527156267875647</id><published>2009-10-05T13:45:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T13:57:38.681-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galleria fotografica'/><title type='text'>Galleria fotografica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Peppino Tomassi  - Fotografie e storie della gente di Palestrina 1850 - 1950  - edito dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Palestrina 1983&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa98DKC8I/AAAAAAAAAUk/NglHBRHP60U/s1600-h/6pgaribaldi.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa98DKC8I/AAAAAAAAAUk/NglHBRHP60U/s320/6pgaribaldi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Piazza Garibaldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa-ZUQrPI/AAAAAAAAAUs/ER1hJxAtItQ/s1600-h/8casapierluigi.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa-ZUQrPI/AAAAAAAAAUs/ER1hJxAtItQ/s320/8casapierluigi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Casa di Pierluigi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa_Oy2bJI/AAAAAAAAAU0/Yg0MktD1z84/s1600-h/pantasima.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa_Oy2bJI/AAAAAAAAAU0/Yg0MktD1z84/s320/pantasima.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Pantasima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa_iDn1JI/AAAAAAAAAU8/ytaeNHMcgtQ/s1600-h/11smariaangeli.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa_iDn1JI/AAAAAAAAAU8/ytaeNHMcgtQ/s320/11smariaangeli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chiesa Santa Maria degli Angeli&lt;div style="clear:both; text-align:NONE"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" alt="Posted by Picasa" style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-5376527156267875647?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5376527156267875647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5376527156267875647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/peppino-tomassi-fotografie-e-storie.html' title='Galleria fotografica'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sspa98DKC8I/AAAAAAAAAUk/NglHBRHP60U/s72-c/6pgaribaldi.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-1230742108978491599</id><published>2009-10-05T13:41:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T13:56:40.681-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Galleria fotografica'/><title type='text'>Galleria fotografica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;Peppino Tomassi - Fotografie e storie della gente di Palestrina 1850 - 1950 - edito dalla Cassa Rurale ed Artigiana di Palestrina 1983&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaE0wKvTI/AAAAAAAAAUE/tWj_-sfxjqM/s1600-h/1Pscesareo.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaE0wKvTI/AAAAAAAAAUE/tWj_-sfxjqM/s320/1Pscesareo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaE0wKvTI/AAAAAAAAAUE/tWj_-sfxjqM/s1600-h/1Pscesareo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Porta S. Cesareo&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaFRfAM6I/AAAAAAAAAUM/FyFK48V_kJs/s1600-h/3vsfrancesco.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaFRfAM6I/AAAAAAAAAUM/FyFK48V_kJs/s320/3vsfrancesco.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Via San Francesco&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaF7DRSYI/AAAAAAAAAUU/e7v0u4Av8t8/s1600-h/4colonnaro.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaF7DRSYI/AAAAAAAAAUU/e7v0u4Av8t8/s320/4colonnaro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Via del Colonnaro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaGLisl2I/AAAAAAAAAUc/KGslOZNUA6w/s1600-h/5portella.jpg"&gt;&lt;img border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaGLisl2I/AAAAAAAAAUc/KGslOZNUA6w/s320/5portella.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Via della Portella&lt;div style="clear:both; text-align:NONE"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" alt="Posted by Picasa" style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: initial; -moz-background-origin: initial; -moz-background-inline-policy: initial;" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-1230742108978491599?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1230742108978491599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1230742108978491599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/galleria-fotografica-peppino-tomassi.html' title='Galleria fotografica'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SspaE0wKvTI/AAAAAAAAAUE/tWj_-sfxjqM/s72-c/1Pscesareo.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6643263959060296093</id><published>2009-10-05T10:22:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T10:22:58.264-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazioni culturali storiche e turistiche'/><title type='text'>Lo Scacciato</title><content type='html'>" Ribellatosi nel 1431 contro il nuovo pontefice Eugenio IV, che appoggia gli Orsini e pretende dai Colonna la restituzione di tutti i beni acquisiti negli ultimi decenni ( grandi vantaggi i Colonna li ottennero quando salì al soglio pontificio Oddone Colonna, Martino V). Stefano Colonna compie, aiutato dai suoi parenti, un'incursione su Roma, alla testa di un esercito; deve però subire il pronto contrattacco delle truppe pontificie e di quelle della Regina Giovanna di Napoli. I Colonna scendono allora a più miti consigli e nel 1433 accettano una pacificazione effimera, rotta già l'anno seguente con l'occupazione di Roma da parte degli stessi Colonna e dei loro alleati, con conseguente fuga del Papa in Toscana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ben presto il cardinale Giovanni Vitelleschi riesce a spezzare il fronte antipapale della nobiltà romana e con una rapida campagna militare recupera il terreno perduto. Lorenzo Colonna di Palestrina abbandon ala lotta recandosi esule a Terracina e lasciando la città in balìa del Vitelleschi, il quale la fa radere al suolo, senza risparmiare la cattedrale (1437); le reliquie di Sant'Agapito vengono trasferite nella sua sede vescovile di Corneto ( Tarquinia ). Palestrina Guida Storico- Turistica AA.VV. Circ. cult. R. Simeoni - 1994. Il Petrini individua nel 1440 ...." è molto probaile che in questo frattempo qualche famiglia cittadina tornasse ad avvicinarsia quelle Terre, donde traeva il sostentamento; tengo per fermo cheall'udire della morte del Vitelleschi, buona parte di esse prendesse questo partito ; ed incominciasse nel corrente anno a pullulare dietro il distrutto Palazzo Baronale, sopra alcune balze, un gruppo di case mal disposte chiamate lo Scacciato, perchè ricovero di un popolo poco fa scacciato. [ ... ] ... Prosapia Colonna...vi trovò quel Paesetto, nè altro ebbe a fare che ridurlo a forma di piccola Città con fornirlo porte, torrioncini e mura merlate ( esiste ancora oggi Via dei Merli ), lo che potè eseguirsi in un anno: che crescendo la popolazione fu intrapreso nell'anno appresso a fabbricare detto Borgoe che fu quindi rialzato il recinto delle antiche mura urbane; onde lo Scacciato, ed il Borgo, divennero due contrade della Città, che quindi a poco sulle rovine risorse" P.Petrini Memorie Prenestine 1794.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può affermare che lo Scacciato è uno dei più antichi e dei più intatti quartieri prenestini. E' un vero peccato che discutibili opere edilizie ne abbiano alterato l'antico fascino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6643263959060296093?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6643263959060296093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6643263959060296093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/lo-scacciato.html' title='Lo Scacciato'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-5829570181072839906</id><published>2009-10-05T10:20:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:36:31.857-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Seconda Guerra Mondiale. La distruzione'/><title type='text'>Seconda Guerra Mondiale. La distruzione</title><content type='html'>Il 22 gennaio del 1944, avvenne il primo bombardamento su Palestrina, distruggendo diverse zone della città , comprese chiese, conventi ed ospedali militari.&lt;br /&gt;"1° giugno - La notte scorsa è stata infernale. Si è avuto lancio di lampioncini luminosi su tutta la zona e poi continuo bombardamento aereo - terrestre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bomba è caduta sotto il piazzale del Convento tra la prima e la seconda Via Crucis, atterrando collo spostamento dell'aria la prima e distruggendo metà della pergola. Ma se la notte è stata infernale, molto più cupa è stata la giornata del primo giugno. Fin dalle prime ore aerei che sorvolavano Palestrina, hanno sganciato in più punti vari spezzoni e mitragliato, quasi avvisando la popolazione di ciò che era per accadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difatti tutti hanno cercato salvezza in qualche ricovero e ciò è stato fatale per il disastro, aggravato ancora da un ordine diramato ieri sera ( dai tedeschi ), in cui si faceva obbligo alla popolazione che era nelle campagne di rientrare in città. Quest'ordine è stato causato dall'uccisione di alcuni tedeschi avvenuta a Colle Francolino da parte di bande di patrioti, che approfittando dello sbandamento tedesco, causa la ritirata hanno preso le armi. Verso le ore 9 è avvenuta la distruzione quasi totale di Palestrina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trentasei fortezze volanti americane sganciavano tonnellate di bombe di grosso calibro. I migliori edifici rimanevano rasi al suolo. Noi cercavamo riparo in una grotta, ma lo scuotimento era tale che ci faceva traballare le fondamenta sotto i piedi. L'impressione avuta, però, nel visitare gli edifici colpiti ci ha reso più preoccupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiesa della SS. Annunziata col campanile e case vicine scomparse del tutto. Lo stesso dicasi del Palazzo Veccia, del Conte Giulio Sbardella, del Principe Barberini al Corso I morti sono incalcolabili. Le povere monache Farnesiane (n.15) hanno perduto la vita nel ricovero del Palazzo Veccia insieme ad altre 20 persone. In una grotta situata nella parte alta di Palestrina rimanevano schiacciate dai massi circa 60 persone. Famiglie intere distrutte; e dobbiamo dire che molte erano le più affezionate al nostro convento e che fino al giorno avanti vi avevano trovato asilo sicuro insieme con altre centinaia di persone che ancora fidavano nella protezione di S. Francesco. Verso le ore 19 si riesce ad estrarre per opera dei nostri religiosi più volenterosi una monaca, Suor Filomena Baroni, unica superstite di tutto il Monastero di Santa Maria degli Angeli, delle Farnesiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste dopo il bombardamento del 22 gennaio ebbero il Monastero molto danneggiato ed in parte distrutto. Da principio cercarono rifugio a Castel San Pietro, ma, resosi anche lì pericoloso il luogo, perché i tedeschi vi avevano impiantato una radio trasmittente, allora ripararono di nuovo a Palestrina e precisamente a Palazzo Veccia, che trovavasi ( perché ora vi sono solo ruderi e macerie) all'imbocco della via che da Piazza della Cortina sbocca verso il nostro Convento" . Il 3 giugno "Continua intenso il cannoneggiamento. Molte persone rimangono ferite ed anche colpite a morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche Castel S. Pietro riceve i primi colpi. Si può asserire che non vi è casa di Palestrina che non sia stata colpita da una cannonata. Il nostro orto ne ha ricevuto oltre quaranta, che hanno danneggiato molte piante e pergole." Dalla cronaca di P. Giacomo Buzzi, guardiano del convento di S. Francesco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-5829570181072839906?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5829570181072839906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/5829570181072839906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/seconda-guerra-mondiale-la-distruzione.html' title='Seconda Guerra Mondiale. La distruzione'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-1014415985664856234</id><published>2009-10-05T10:18:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T10:20:41.002-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Informazioni culturali storiche e turistiche'/><title type='text'>La Cattedrale</title><content type='html'>La cattedrale della diocesi di Palestrina è dedicata a S. Agapito martire, un giovane prenestino cristiano, decapitato sotto l'impero di Aureliano, nel 274 E stata giustamente definita "storica cattedrale" perché le sue origini sono lontanissime: nasce infatti nel IV sec. a.C. come edificio civile, facente parte del complesso del Tempio della Fortuna Primigenia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divenne chiesa cristiana nel V sec.; per molto tempo conservò la forma originaria e precisamente fino al XII sec. quando il vescovo Conone, uomo del nord che aveva avuto modo di vedere grandiose cattedrali, ne volle una anche nella sua diocesi. La costruzione romana fu ampliata, venne aggiunta l'abside, le navate laterali e costruita anche la torre campanaria Causa la lotta di potere tra i Colonna e il papato, Palestrina fu distrutta nel XIII sec. per volere di papa Bonifacio VIII, e nel XV sec. per Eugenio IV. Appianate le discordie e messa fine al contenzioso tra i Colonna ed il papato, Palestrina venne ricostruita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così fu anche della cattedrale. Un papa l'aveva distrutta ed un altro papa, Niccolò V, nel 1452, ne autorizzo la ricostruzione che si protrasse per 35 anni. Palestrina ebbe di nuovo la sua cattedrale, mancavano però le reliquie del santo protettore che erano state portate a Corneto (ora Tarquinia), dal card. Giovanni Vitelleschi comandante l'esercito pontificio. Le reliquie ritorneranno a Palestrina, dopo molte vicissitudini, sotto il papato di Sisto V, ben 141 anni dopo il loro trafugamento. Dopo la ricostruzione, avvenuta nel XV sec., non vennero più eseguiti lavori di manutenzione e così la cattedrale, a poco a poco, raggiunse un livello di degrado, rilevante. A salvarla dalla rovina fu il card. Portocarrero, vescovo della diocesi prenestina dal 1698, che fece eseguire impor&amp;shy;tanti opere di risanamento e abbellimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In seguito, davanti all'ingresso principale, fu eretto un locale facente funzione di portico e loggia delle benedizioni, chiuso da una cancellata in ferro battuto sulla quale troneggiava lo stemma gentilizio del card. Pedecini. L'avancorpo copriva completamente l'originale facciata romana. Con il passare del tempo la cattedrale ripiombò in uno stato deplorevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora anche le condizioni igieniche lasciavano a desiderare, era stato disatteso l'ordine imposto in seguito all'editto di Saint-Cloud: a Palestrina si continuava a seppellire i morti nella cattedrale. Il risanamento era necessario, urgente e doveva essere totale! Avvenne ad opera del card. Amat, vescovo prenestino che nel 1862 iniziò il rinnovamento continuato, poi, dai cardinali a lui succeduti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il restauro fu radicale: fu rimosso il tetto, demolite le volte, alzato il soffitto, aperte le finestre, lucernari e fu comperato un nuovo organo. La chiesa fu decorata da valenti pittori ed i lavori si protrassero fino al 1917: la cattedrale ebbe così la sua forma definitiva. Negli anni '60 fu demolito l'avancorpo per ridare alla costruzione il suo aspetto originario. E tornata così alla luce la meridiana posta sulla primitiva facciata romana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1977 la cattedrale ospita una copia della Pietà di Palestrina, scolpita da Michelangelo, non avendo potuto riavere l'originale che dal 1938 si trova a Firenze, nella Galleria dell'Accademia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-1014415985664856234?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1014415985664856234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1014415985664856234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/la-cattedrale.html' title='La Cattedrale'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-819224704882939467</id><published>2009-10-05T10:10:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:00:08.679-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immagini sopra una cista'/><title type='text'>Immagini sopra una cista</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Ssoo3R5Y6HI/AAAAAAAAATc/qY6kOlFh5Ro/s1600-h/sortiimgcista.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389164834264246386" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 461px; CURSOR: hand; HEIGHT: 216px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Ssoo3R5Y6HI/AAAAAAAAATc/qY6kOlFh5Ro/s320/sortiimgcista.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"Sul coperchio ( della cista )[...] è rappresentata una scena del tutto eccezionale: dalla destra avanza un gruppo di tre personaggi, che comprende una cavaliere appiedato che si appoggia alla lancia e trae per le briglie il proprio cavallo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Segue un oplita con corazza ed elmo, anch'egli appoggiato alla lancia, e infine un giovane vestito di un corto mantello da viaggio. I tre si dirigono evidentemente verso un secondo gruppo, anch'esso di tre persone. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il primo a sinistra che., a giudicare dalle dimensioni, sembra un bambino ( il braccio visibile e la testa sono più piccoli di quelli degli altri personaggi) emerge il solo busto da un'apertura che sembra aprirsi in un terreno caratterizzato come agreste o silvestre ( un arbusto è simbolicamente accennato sullo sfondo): egli reca in mano un oggetto rettangolare che fissa attentamente. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Che l'azione corrisponda alla elttura di un testo risulta chiaramente dall'atteggiamento del personaggio che sta di fronte, un uomo dalla lunga capigliatura, che veste un atoga senza tunica, e che poggia la testa sulla mano, col braccio piegato nel tipico atteggiamento che allude al pensiero, o qui piuttosto all'ascolto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un secondo personaggio, del tutto identico al precedente, si volge in direzion dei tre viaggiatori, e sembra conversare con il primo di essi. Che si tratti di una consultazione dell'oracolo di Praeneste sembra innegabile: la provenienza dell'oggetto, che già nella sua forma ( del tutto eccezionale per le ciste) sembra una replica dell'arca che conteneva le sortes della Fortuna, non rende possibile altro riferimento. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il ragazzo che esce dal foro scavato nel terreno (evidentemente il pozzo come si presentava nella seconda metà del IV secolo, data della cista) è chiaramente il puer ricordato da Cicerone, mentre il personaggio che lo fronteggia, e che ascolta con attenzione la lettura delle sors, è il sortilegus [...]il sacerdote incaricato di interpretre il responso." &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Filippo Coarelli - I santuari del Lazio in età repubblicana 1987.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-819224704882939467?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/819224704882939467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/819224704882939467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/immagini-sopra-una-cista.html' title='Immagini sopra una cista'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Ssoo3R5Y6HI/AAAAAAAAATc/qY6kOlFh5Ro/s72-c/sortiimgcista.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-8287925324569845809</id><published>2009-10-05T10:08:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T14:59:49.863-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le sorti'/><title type='text'>Le sorti</title><content type='html'>Le SORTI consistevano nell'estrazione fortuita di frasi, parole e lettere, incise su delle tavolette di legno. L'estrazione dei legni avveniva facendo calare un giovinetto in un pozzo e, nell'oscurità, ne prendeva alcuni a caso.&lt;br /&gt;Il sacerdote preposto ne dava l'interpretazione ( oracolo). A Roma, d'altronde, l'uso delle sorti era particolarmente apprezzato. Plauto nella gustosa commedia Casina fa decidere alle sorti, il destino di Casina, orfana accolta in casa da bambina, e divenuta donna, desiderata dal suo anziano padrone e dal figlio di lui...: Lisidamo: "Ma ecco quel che farò: getterò le sorti nel secchiello e tirerò a sorte per te e Calino. Da come si son messe le cose, io comprendo che bisogna cambiar spada e lottare fino in fondo." Olimpione: "E se la sorte desse un esito differente da quello che desideri?" Lisidamo: "Fa gli scongiuri! Io ho fiducia negli dèi; speriamo negli dèi." Olimpione:" Non darei un fico per questa parola tutti i mortali hanno fiducia negli dèi; ma tuttavia ne ho visto spesso delusi parecchi di quelli che avevano questa fiducia" Lisidamo: "SST! Sta un po' zitto." Olimpione: "Che vuoi ?" Lisidamo: " Ecco Calino che esce di casa col secchiello e le sorti. Ora lotteremo fino in fondo a ranghi serrati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche i Greci utilizzavano le sorti per regolare varie questioni. La leggenda narra che gli Eraclidi, i discendenti di Ercole, dopo l'occupazione del Peloponneso, se lo spartirono estraendone a sorte le parti. " L'uso delle sorti, di considerar cioè come oracoli i motti fortuitamente sortiti da un'urna, fu innocente finché si contenne presso gli Ebrei, persuasi ch'elle erano da Dio regolate; trapassato però ne'Gentili, indusse a poco a poco costoro a credere che vi fosse una Deità arbitra degli eventi umani chiamata FORTUNA, la quale palesava agli uomini le sue determinazioni per questo mezzo: Deità, di cui , come osserva Macrobio non parla Omero: chiaro argomento ch'ella non era ancora stata immaginata quando Troia fu incenerita; ne parla però Isaia; (... Ma voi che abbandonaste il Signore, che dimenticaste il mio nome santo, che preparavate una mensa a Gad e riempivate una coppa a Meni Cap.65 vers.11. Gad : divinità siriaca, personificazione della Fortuna. Meni invece del destino ) laonde è certo ch'essa pullulò nella fantasia umana prima che nascesse Roma, cioè ne' tempi correnti; e siccome appunto ne' tempi correnti Palestrina dedicò a lei un Tempio, tengo per certo che questo fosse il primo atto di culto pubblico ad essa prestato alla follia de'Mortali, e questo è il vero motivo, per cui la Fortuna Prenestina fu chiamata Primigenia...[ ...] Due giorni dell'anno, cioè gli undici, e dodici Aprile, si faceva nella Città una festa solennissima ad onor della Dea, ed i Duumviri, cioè i Rappresentanti pubblici, immolavano ad essa un vitello o nell'un, o nell'altro di questi due giorni; in quello però, in cui oraclum patebat. Formola, la quale a creder mio significa o che in quel giorno aprivasi il sito, al dire di Cicerone, religiose septus, donde erano schizzati fuora i noti tasselli, o che in quel giorno era a tutti permesso di consultare l'oracolo delle sorti; giacchè nel resto dell'anno potevano soltanto, al dire parimente di Cicerone , consultarsi monitu Fortunae, cioè da quelli, a cui la Dea aveva dati preventivi segni di essere disposta a rispondere. Pass, ove poteva campeggiare a meraviglia la furberia, e l'interesse dei Ministri del Tempio; quali rano di tre specie, Auguri, Sacerdoti, e sortilegi: offici tutti considerati di tale importanza, che la scelta di alcuni di essi se la volle assumere il Senato Romano. L'estrazione poi delle sorti si faceva, dice Cicerone, per mano di un fanciullo, e le parole, che si leggevano nella sorte estratta, si consideravano come risposta al quesito; poiché è certissimo che in ogni nostro tassello, come in quella di Falera, vi era incisa, non in sigle ma per disteso una risposta compiuta: lo che ricavo da Svetonio, e Lampridio, il primo de'quali riferisce che avendo Domiziano in tutti gli anni del suo impero consultato il nostro oracolo, gli uscì sempre la stessa sorte di felice augurio , fuorichè nell'ultimo anno, in cui gliene uscì una diversa, che faceva menzione di sangue: ed il secondo narra che la sorte toccata ad Alessandro Severo, allorchè venne a consultare la Fortuna Prenestina, fu un passo dell'Eneide. Se non che da questo racconto risulta un'altra notizia, cioè che itasselli menzionati da Cicerone ne avevano aggiunti degli altri, ed era stata architettata la frode si grossolanamente, che nei nuovi si leggevano scritti i versi di un poema. Che non era nata quando morì Cicerone. Tutti però non venivano al nostro Tempio per consultare le Sorti; ma quasi tutti, o vi facevano de' sacrifici, o vi recavano voti, ed offerte...[...] " P.A. Petrini " Memorie Prenestine" 1795.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-8287925324569845809?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/8287925324569845809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/8287925324569845809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/le-sorti.html' title='Le sorti'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-1834684697599705380</id><published>2009-10-05T10:05:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T14:54:56.174-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tempio della Fortuna Primigemia'/><title type='text'>Tempio della Fortuna Primigemia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SsonoT3MduI/AAAAAAAAATE/USTa5pfHGeU/s1600-h/praenestericosttempio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389163477582247650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SsonoT3MduI/AAAAAAAAATE/USTa5pfHGeU/s320/praenestericosttempio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; " Il tempio della Fortuna Primigenia cioè generatrice e nutrice degli dei, si stendeva su tutta la superficie ora occupata dalla città e incominciava[...]da Via degli Arcioni rastremandosi verso l'alto, ricco di gradinate, di portici, di esedre, di archi, di colonne, di statue, di fontane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Poggiava su di un muraglione in opus quadratum preceduto da un portico di cui restano alcune volte o archi che hanno dato il nome alla via.A mezzo di scale laterali si accedeva al 1° ripiano, ove ora sono il parco e le rovine del palazzetto Barberini distrutto dalla (2°n.d.r. ) guerra.Da qui una gradinata portava al 2° ripiano all'altezza dell'attuale Piazza Regina Margherita, del Duomo e del Corso: questo ripiano è detto delle aule perché vi risiedeva l'oracolo. Per altre scalinate si giungeva al 3° ripiano ( Via del Borgo )e infine al 4° ripiano ( Via Barberini e Piazza della Cortina ) dove troneggiava un porticato rettangolare sul quale si alzava un grande emiciclo coronato a volta, da un tempietto con la statua della dea, oggi Palazzo Baronale dei Barberini e sede del Museo." E.P.T Ass. Pro - loco. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SsonuOJyE5I/AAAAAAAAATM/J-S7vEV_Wf0/s1600-h/santuariofortuna1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389163579128812434" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SsonuOJyE5I/AAAAAAAAATM/J-S7vEV_Wf0/s320/santuariofortuna1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Come si potrà notare nella parte superiore vi è un tempietto di forma circolare. Questa costruzione diventò parte integrante della Porta del Trullo o Truglio, quando venne edificato intorno al 1440, lo Scacciato, pittoresco quartiere situato ai lati ed oltre il Palazzo Barberini. Prese il nome Trullo proprio per la somiglianza con la tipica costruzione pugliese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo ora in una recente fotografia l'attuale stato dell'allora Tempio della Fortuna Primigenia:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sson8fxnIZI/AAAAAAAAATU/UT-K3h5U_lw/s1600-h/praeneste_aerial1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389163824377438610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 209px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/Sson8fxnIZI/AAAAAAAAATU/UT-K3h5U_lw/s320/praeneste_aerial1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una veduta aerea può far meglio comprendere l'estensione del Tempio e la relazione con il nucleo abitativo costruito successivamente&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutte le immagini di questa pagina: Digital Image provided by James Higginbotham&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-1834684697599705380?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1834684697599705380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/1834684697599705380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/tempio-della-fortuna-primigemia.html' title='Tempio della Fortuna Primigemia'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KTL20TcG19k/SsonoT3MduI/AAAAAAAAATE/USTa5pfHGeU/s72-c/praenestericosttempio.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-7680735100867930917</id><published>2009-10-05T10:04:00.001-07:00</published><updated>2009-10-05T15:33:44.000-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cenni generali su Praeneste'/><title type='text'>Cenni generali su Praeneste</title><content type='html'>Tratto dall'opuscolo della Regione Lazio - Ente Provinciale per il Turismo di Roma - Palestrina - Associazione Pro-loco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' l'antichissima Preneste, una delle città più famose del Lazio. Gli imponenti resti di mura pelasgiche, ancora ben visibili sulle brulle pendici del Colle Ginestro ove si distende l'abitato e le numerose lapidi e suppellettili funebri rinvenute nella Necropoli pagana, attestano la sua arcaica esistenza anteriore di molto alla fondazione di Roma.&lt;br /&gt;Combatté a lungo con i Romani, durante la guerra civile parteggiò per Mario, cui diede asilo, attirandosi l'ira di Silla che nel 82 A.C. la rase al suolo risparmiando soltanto il Tempio della Fortuna Primigenia e costruendo, sulle rovine, una colonia militare. Ricostruita dallo stesso Silla, Preneste conseguì la massima floridezza nell'epoca imperiale per la vasta risonanza religiosa del Tempio con il celebre oracolo, la particolare salubrità dell'aria, il clima fresco durante l'estate, i meravigliosi panorami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E divenne sito di villeggiatura di imperatori e di patrizi, sicché i dintorni della città si popolarono di ville sontuose tra cui quella di Augusto e di Adriano e quelle di Orazio, di Plinio il Giovane e di Simmaco. Vietato il culto degli dei al tempo di Teodosio imperatore (fine IV sec. ) l'oracolo famoso tacque per sempre e sull'imponente Tempio venne fabbricata la città medioevale che prese il nome di Palestrina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei secoli che seguirono subì ripetute devastazioni in conseguenza delle discordie fra i Colonna e la Sede Apostolica; soltanto verso la metà del XV sec. Poté essere infine riedificata. Riebbe così il Palazzo Baronale e sulla cima del colle (antica acropoli) la fortezza ove è adesso il Borgo di Castel San Pietro Romano. Successivamente, nel XVII sec. , la città passò ai Barberini. Durante la recente guerra subì immani danni dai ripetuti bombardamenti aerei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abitato più volte sconvolto mise in luce la struttura complessiva del Tempio e da diversi anni ormai la Sovraintendenza alle Antichità di Roma alacremente si dedica a lavori di restauro, di consolidamento e di indagine su quanto può ancora celarsi sotto i ruderi e le superstiti costruzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palestrina ha il vanto di avere dato i natali a Pierluigi da Palestrina ( 1524 - 1594 ), il principe della musica sacra e creatore della polifonia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-7680735100867930917?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7680735100867930917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/7680735100867930917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/cenni-generali-su-praeneste.html' title='Cenni generali su Praeneste'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-2287568192343406237</id><published>2009-10-05T10:03:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T16:06:39.680-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il significato del nome Praeneste'/><title type='text'>Il significato del nome Praeneste</title><content type='html'>Telegono, figlio di Ulisse ..." andando questo Principe in traccia del Padre gli fu insinuato di fabbricare una città, dove avesse incontrati de'contadini danzanti, ed incoronato; e siccome ciò gli avvenne nelle nostre campagne, fabbricò Palestrina, che dall'elci, chiamate in greco prini, di cui erano formate quelle corone, appellò PRINISTO: nome, che fu poi da' Latini cangiato in PRAENESTE; e col racconto di Plutarco combina ciò che dice Strabone, e Plinio, cioè, che Palestrina in sua origine chiamossi STEPHANE, o POLISTEPHANE; voce che nel greco linguaggio significa corone, o moltitudine... [...]... taluni abbiano chiamato Palestrina città greca " Pietro Antonio Petrini, Memorie Prenestine 1795.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porre la data di nascita di Palestrina è difficile. Molti autori antichi, Tito Livio, Properzio, Catone, Virgilio, narrano episodi sui natali Prenestini, ma purtuttavia, resta difficile credere che la città sia stata fondata dal figlio di Ulisse e della Maga Circe, Telegono o da Ceculo, figlio di Vulcano.  L'unica cosa certa è che gli antichi tenevano in gran considerazione la città di Praeneste alla quale volevano attribuire radici mitiche. E' ovvio, d'altronde che una città nata prima della fondazione di Roma, forte militarmente e culturalmente (e Roma se ne accorse molto presto.  Non poteva essere, per l'orgoglio dei Romani un semplice popolo di pastori, doveva per forza avere una nobile paternità. " Dall'insieme di tali leggende, per lo più scarsamente compatibili, ma soprattutto in base alla loro comune collocazione nell'età eroica dominata dalle figure di Odisseo e di Enea - e dei loro diretti discendenti - si può cogliere la rivendicazione da parte dei Prenestini di una dignità non solo cronologicamente anteriore, ma anche intrinsecamente superiore a quella di Roma.  E una tale rivendicazione non sorprende se si tiene presente la fama propria dei Prenestini Gloriosi: quella fama di fierezza prossima alla boria - e in tal senso divenuta proverbiale - di cui ci danno testimonianza, fra gli altri, Livio e Plauto " Palestrina guida storico - turistica - Circolo culturale prenestino "R.Simeoni" 1994&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-2287568192343406237?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2287568192343406237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/2287568192343406237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/il-significato-del-nome-praeneste_05.html' title='Il significato del nome Praeneste'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4185204084900876627.post-6795414823587147565</id><published>2009-10-05T10:01:00.000-07:00</published><updated>2009-10-05T15:37:19.848-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le origini di  Praeneste'/><title type='text'>Le origini di  Praeneste</title><content type='html'>Porre la data di nascita di Palestrina è difficile. Molti autori antichi, Tito Livio, Properzio, Catone, Virgilio, narrano episodi sui natali Prenestini, ma purtuttavia, resta difficile credere che la città sia stata fondata dal figlio di Ulisse e della Maga Circe, Telegono o da Ceculo, figlio di Vulcano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica cosa certa è che gli antichi tenevano in gran considerazione la città di Praeneste alla quale volevano attribuire radici mitiche. E' ovvio, d'altronde che una città nata prima della fondazione di Roma, forte militarmente e culturalmente (e Roma se ne accorse molto presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poteva essere, per l'orgoglio dei Romani un semplice popolo di pastori, doveva per forza avere una nobile paternità. " Dall'insieme di tali leggende, per lo più scarsamente compatibili, ma soprattutto in base alla loro comune collocazione nell'età eroica dominata dalle figure di Odisseo e di Enea - e dei loro diretti discendenti - si può cogliere la rivendicazione da parte dei Prenestini di una dignità non solo cronologicamente anteriore, ma anche intrinsecamente superiore a quella di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E una tale rivendicazione non sorprende se si tiene presente la fama propria dei Prenestini Gloriosi: quella fama di fierezza prossima alla boria - e in tal senso divenuta proverbiale - di cui ci danno testimonianza, fra gli altri, Livio e Plauto " Palestrina guida storico - turistica - Circolo culturale prenestino "R.Simeoni" 1994&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4185204084900876627-6795414823587147565?l=preneste.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6795414823587147565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4185204084900876627/posts/default/6795414823587147565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://preneste.blogspot.com/2009/10/il-significato-del-nome-praeneste.html' title='Le origini di  Praeneste'/><author><name>Leb</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
